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La vita prima e dopo la maturità: parlano gli studenti

Come si vive la preparazione all'esame di maturità? E cosa succede dopo? L'intervista tripla su uno dei passi più importanti per uno studente realizzata dalla redazione del giornalino del Sarpi

Il passaggio da liceale ad universitario è sancito dalla tanto temuta, nella maggior parte dei casi, maturità. Finito il liceo inizia una vita nuova, piena di sorprese e grandi responsabilità. I pensieri e le aspettative di una neouniversitaria, Eugenia Borgonovo, di una maturanda, Federica Marchesi V E, e di un ragazzo ancora lontano dal quinto anno, Marco Sannino III B, si intrecciano qui in un solo articolo.

INTERVISTA AD EUGENIA

1. Come sono stati i tuoi 5 anni al Sarpi? in 3 parole?
Dunque: più che tre parole vorrei riassumerli in quattro momenti. Apericena del quinto anno, “domani entrate due ore dopo”, il sole dalle finestre del primo piano e l’immancabile disagio del “Borgonovo esci tu”.
2. Che percorso hai intrapreso dopo il Sarpi e come hai deciso?
Sto studiando economia e management per l’arte e la cultura in inglese presso l’università Bocconi, a Milano. Ho preso questa decisione perché 1) (motivo serio) sapevo di non volermi buttare nel vuoto studiando qualcosa di puramente artistico (non sto dicendo che sia una scelta sbagliata, ma personale n.d.a.), ma non volevo neanche dedicarmi puramente ad una scienza, come l’economia, che non sembrava appartenermi appieno; 2) (motivo stupido ma non così stupido) avevo passato il test ed ero gasatissima.
3. Cosa ti aspettavi dalla maturità e com’è stata realmente?
Mi aspettavo sbattimenti, nottate di studio, caffè nel caffè, ansia, perdita di diottrie. Cosa è accaduto realmente: io e le mie amichette ci siamo rinchiuse in montagna e abbiamo “studiato profondamente” per una settimana. Se conoscete Stefania Carminati potete immaginare.
4. Hai qualche consiglio da dare ai maturandi?
E’ più difficile gestire l’ansia che gestire lo studio. Per esperienza personale la maturità mi ha insegnato cosa vuol dire “dover” sapere tutto di tanta roba e “doverlo” dimostrare a delle persone che ne sanno più di te. Mi sono lacerata le viscere le ore prima del mio orale (primo giorno 5a ora) per poi realizzare che i professori sono tutti carini e sorridenti (o almeno cercano di esserlo) e dopotutto non ti vogliono così male. Quindi consiglio: non laceratevi le viscere e non abbiate paura di fare figuracce, a me è stata chiesta “l’entrata dell’Italia nella prima guerra mondiale” e ho parlato della seconda con grandissima convinzione. Ovviamente consiglio(avo) costante studio durante l’anno, anche se i professori ripetono le cose talmente tante volte che alla fine diventa quasi una filastrocca. Andate a vedere i vostri compagni, vi farà sentire meglio vedere qualcuno torturato al posto vostro. Non siate banali nella tesina che è una cosa bellissima. Ultimo consiglio: vi dicono che la tesina va cominciata a febbraio…a mio parere, a meno che non vogliate scrivere un trattato sulla terza guerra mondiale, non è proprio così strettamente inequivocabilmente assolutamentissimamente necessario. E’ così bello il calduccio di maggio :)

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