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Mille lanterne accendono di tenerezza il ritorno di Papa Giovanni a Sotto il Monte fotogallery

La teca, in cui sono raccolte le spoglie del pontefice, è stata accolta da centinaia di pellegrini giunti a Sotto il Monte ad offrire il “bentornato” al proprio concittadino

Era una fredda serata di ottobre, la Luna splendeva chiara nel cielo di Roma sullo splendido scenario di Piazza San Pietro. Proprio quella sera, dopo i lavori del Concilio Vaticano II, Papa Giovanni XXIII decise di affacciarsi alla finestra e rivolgere ai fedeli in attesa un discorso che rimarrà nella storia.

Sono passati quasi 56 anni, lo scenario è quello di Sotto il Monte, ma ancora una volta, nonostante il cielo piovoso di maggio, Papa Giovanni ha scelto di “affacciarsi” ed accogliere i propri fedeli lungo una vis Pacem in Terris illuminata dalle numerose lanterne.
Questo gesto ha caratterizzato l’arrivo della salma del santo bergamasco nel proprio paese d’origine avvenuto nella serata di domenica 27 maggio, dopo aver lasciato Bergamo ed aver attraversato numerosi luoghi del provincia a lui legati.

La teca, in cui sono raccolte le spoglie del pontefice, è stata accolta da centinaia di pellegrini giunti a Sotto il Monte ad offrire il “bentornato” al proprio concittadino, un concittadino arrivato da pellegrino come ha sottolineato il vescovo di Bergamo Francesco Beschi: “Papa Giovanni è stato un pellegrino in vita quando, da nunzio apostolico, è stato vicino a numerose popolazioni, ma lo è anche oggi accogliendo numerose persone che con pazienza e tranquillità lo hanno atteso, con un’attesa che viene dal cuore”.

Profonda la commozione dei presenti, fra i quali i sindaci della Val San Martino ed Isola Bergamasca ed il prefetto di Bergamo Elisabetta Margiacchi, ma particolare è stata quella dei sottomontesi, che hanno riaccolto il proprio conterraneo percependo lo spirito da lui trasmesso: “Ha vissuto con semplicità, umiltà ascoltando la tua terra e da qui ha accolto i valori che hai trasmesso nel mondo nel corso del tuo cammino nella Chiesa – racconta Maria Grazia Dadda, prima cittadina di Sotto il Monte – Qui tutto parla di lei, come Camaitino, suo luogo di residenza estiva ed in seguito di residenza del suo segretario monsignor Loris Capovilla; e la immaginiamo quando tornava camminando in mezzo alla sua gente, offrendo un sorriso a chi incrociava e rivolgendo i suoi occhi verso la Torre di San Giovanni, laddove è possibile guardare oltre l’orizzonte. Speriamo che questo suo ritorno possa rendere uomini e donne operatori di pace ed attenti ascoltatori del mondo”.

La salma di San Giovanni XXIII rimarrà nel paese di nascita sino al prossimo 10 giugno prima di far ritorno a Roma, un periodo in cui i fedeli potranno incontrare il papa tanto amato e coglierne il proprio messaggio in una Sotto il Monte che, per una sera, è stata sferzata da un vento particolare, come ha sottolineato il vescovo Beschi: “Durante gli eventi in cui era presente Giovanni Paolo II presente era anche il vento e chi lo sa che lassù Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII assieme a Paolo VI non si siano messi d’accordo di far soffiare questa sera questo vento? Quel che siamo certi è che si tratti del vento dello Spirito Santo che scende su di noi, un vento che rappresenta forse un segno e che accompagna San Giovanni XXIII, un santo che non guarda tanto al passato, quanto ad aprire il cuore e la mente verso il futuro”.

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