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“Tredici 2”, la serie tv del momento più amata dai giovani è sotto accusa

L'attacco da parte di "Parents television council", l'associazione statunitense che 'controlla' la tv

Essere una delle serie tv più amate dai giovani è, al tempo stesso, un’occasione e una responsabilità. E Tredici – la serie tv targata Netflix che affronta i temi del bullismo, della violenza sessuale tra teenager – si muove proprio su questo difficile crinale, secondo alcuni superandolo. Il “Parents television council”, l’associazione statunitense che ‘controlla’ la tv, ha infatti chiesto di cancellare gli episodi della seconda stagione perché alcune immagini sono ritenute “dannose” e “non necessarie”.

13 Reasons Why ripercorre il suicidio dell’adolescente Hannah Baker, interpretata dall’attrice australiana Katherine Langford, attraverso sette cassette che la ragazza ha deciso di lasciare per spiegare i tredici motivi che l’hanno spinta a togliersi la vita. La seconda stagione, invece, verte, sul processo Baker conro Liberty High, che vede i genitori di Hanna, suicida a causa di episodi di bullismo, scontrarsi in tribunale contro la scuola, accusata di appoggiare questi comportamenti sbagliati. E’ considerata la serie tv del momento, forse perché tocca temi delicati e, purtroppo, sempre più attuali e tra i millenials: il suicidio, lo stupro, l’isolamento sociale, la depressione, il bullismo.

“La serie è una bomba a orologeria per adolescenti e bambini. Il contenuto e gli elementi tematici della seconda stagione sono persino peggiori di quanto ci aspettassimo – ha detto il presidente del Parents television council, Tim Winter – ci sarebbe piaciuto avere 13 motivi di speranza e di redenzione dopo il suicidio di Hanna Baker, la protagonista, ma, invece che proporre un percorso in avanti, la stagione suscita solo ancora più sconforto”.

“Se guardi la serie quando sei triste o depresso, non smetterai di seguirla per sentirti meglio. E, se invece non lo sei, la serie ti farà sentire senza speranza e depresso. Per i bambini e i ragazzi già a rischio, lo spettacolo può spingerli a gesti pericolosi e estremi nella vita reale”, ha dichiarato una delle direttrici dell’associazione, Melissa Henson.

Dubbi sulla serie che erano già stati sollevati alla fine della prima stagione, lo scorso anno. Al termine della serie, Google aveva registrato un picco di ricerche su ‘come suicidarsi’. Un aumento del 26% rispetto alle stesse parole cercate nei mesi precedenti l’uscita di “Tredici”, tanto che l’associazione di salute mentale Headspace aveva pubblicato un avvertimento sulla serie, riferendosi a essa come un “contenuto pericoloso”, dichiarando di aver avuto un allarmante aumento di chiamate e di email a causa del programma.

Un fenomeno che, sommato all’aumento di suicidi tra bambini e adolescenti, aveva messo in allarme anche i produttori della serie, che appunto hanno deciso di inserire un videomessaggio di avvertimento nel primo episodio della nuova stagione e di lanciare un sito di supporto per chi soffre di determinati problemi o per chi è vittima di abusi o bullismo (www.13reasonwhy.info). Questo l’annuncio fatto dai protagonisti: “Se stai combattendo anche tu con problemi di droga, abusi sessuali o bullismo, la serie può non essere adatta a te, o magari guardala con un adulto di cui ti fidi”. 

“Il fatto che Netflix faccia riferimento al proprio sito Web per coloro che dopo aver visto gli episodi hanno bisogno di ascolto, dimostra che la serie mette a rischio i ‘più deboli'”, continua Winter. Tra le incongruenze, sottolinea l’associazione, l’inefficienza dimostrata nella serie dalle istituzioni di supporto.

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