Papa Giovanni torna alla Cornabusa, nella grotta dove era solito pregare
Il Santuario della Madonna della Cornabusa, in Valle Imagna, si prepara ad accogliere l’urna di San Giovanni XXIII che diceva: “È il Santuario più bello che esista, perché non l’ha fatto la mano dell’uomo, ma Dio stesso”.
“Il passaggio di Papa Giovanni XXIII al santuario è un dono– spiega don Alessandro Locatelli, parroco di Cepino e Selino Basso e rettore del santuario della Cornabusa-. È un grande dono che ci è stato fatto da Papa Francesco e dal Vescovo Francesco Beschi”.
Domenica 27 maggio il vescovo celebrerà una messa in Cattedrale per i poveri. Al termine le reliquie del Santo raggiungeranno l’Ospedale Papa Giovanni XXIII e nel pomeriggio l’urna arriverà al Santuario della Madonna della Cornabusa, in Valle Imagna, prima di proseguire per il convento di Baccanello a Calusco, da cui partirà una fiaccolata per giungere a Sotto il Monte. La partenza per il Santuario della Cornabusa è prevista intorno alle 15 circa, seguendo la Villa d’Almè-Dalmine, girando verso Almenno San Salvatore alla rotonda in via Angelo Gotti a Villa d’Almè.
“Siamo contenti. Portare l’urna di Papa Giovanni XXIII alla Cornabusa –continua Don Alessandro- è stata una scelta combattuta per via di alcune difficoltà legate alle conformazione geografica del Santuario che si trova all’interno di una grotta, in cui sgorga una sorgente d’acqua. Viviamo questo momento con tanto entusiasmo. Il legame del Papa Buono con questo santuario è sempre stato profondo”.
Per la ricorrenza del 50esimo di ordinazione sacerdotale l’allora Cardinale Angelo Giovanni Roncalli, patriarca di Venezia, la sera del 9 agosto del 1954 arrivò a Cepino e vi rimase fino al 14 agosto: la notte riposava nelle stanze, oggi museo, e di giorno era in preghiera nella grotta. Le due stanzette dove sostava il cardinal Roncalli sono state rinnovate, conservando i mobili di arredo storici.
“Non deve essere un’occasione folkloristica –continua Don Alessandro-. Non può essere solo un momento per stare insieme o per ricordarsi di quando Papa Giovanni veniva al santuario. Vorrei che fosse un’occasione per conoscere meglio Papa Giovanni, accostarsi e riflettere sulla sua spiritualità, la sua devozione per Maria Addolorata. Nel ‘Giornale dell’anima’ di Roncalli ritorna l’espressione ‘O Maria’, semplice e confidenziale, misura della cultura mariana che ha permeato tutta la sua esistenza”.
Accompagnato dal suo segretario personale don Loris Capovilla, durante l’incarico di Patriarca, quando era libero da impegni, furono numerose le visite di Roncalli al santuario. La sera del 14 agosto, prima di partire per Sotto il Monte, Roncalli assicurava la sua presenza per il 1958, in occasione del cinquantenario dell’incoronazione della Madonna. Non poté mantenere l’impegno poiché in quell’anno fu eletto al soglio di Pietro.





