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Facebook aumenta la tutela della privacy: le cose che dovete sapere

Dal 25 maggio Facebook cambia faccia e rivede gli strumenti per la regolazione della privacy dei propri iscritti

Da qualche settimana a questa a parte, gli utenti di Facebook di tutto il mondo hanno visto comparire nella sezione “Notifiche” un nuovo messaggio: no, non è l’amico che li ha taggati nella foto scattata assieme e prontamente condivisa sui social, né tantomeno è la news della pagina che ciascuno di noi segue con tanto interesse e di cui ha attive le notifiche. Questo messaggio arriva direttamente da Facebook ed è volto ad avvisare i propri utenti riguardo la modifica degli strumenti per la regolazione della privacy di tutti gli iscritti.

Questi nuovi accordi sono una logica conseguenza dei fatti emersi il 17 marzo e legati allo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, che ha minato la credibilità della società di Zuckerberg “incolpandola” dell’uso scorretto dei profili social di 87 milioni di persone (di cui 214 mila italiane). Le novità verranno messe in atto in tutti i Paesi dove Facebook è attivo e, di fatto, anticipano alcune delle richieste previste dal nuovo GDPR (General Data Protection Regulation), entrato in vigore nel maggio 2016 ma che diventerà effettivo solo il 25 maggio 2018: esso si pone come obiettivo quello di armonizzare e semplificare tutte le norme già esistenti riguardo il trattamento dei dati personali, diventando – di fatto – la principale norma europea al riguardo. Quali sono i maggiori cambiamenti in merito ai nuovi accordi? Ecco i 4 punti chiave del nuovo regolamento.

1. Possibilità di scaricare i dati personali.

Nonostante già in passato fosse presente questa funzione, ora si arricchisce di un download selettivo: firmando i nuovi accordi, infatti, si potrà decidere di visualizzare, esportare o cancellare i propri dati personali divisi per categorie (post, foto e video, commenti, mi piace e reazioni, amici, messaggi, gruppi,…). Per far tutto ciò bastano pochi click: freccia verso il basso nella home di Facebook (quella posta in alto a destra, accanto al punto interrogativo) → Impostazioni → Le tue informazioni su Facebook → Accedi alle tue informazioni.

2. Utilizzo dell’orientamento politico, di quello religioso e dell’interesse verso uomini/donne.

Nel caso in cui queste informazioni siano presenti all’interno del profilo, Facebook vuole assicurarsi che i propri utenti sappiano che sono tipologie di dati sottoposti a protezione speciale ai sensi del diritto comunitario, e che verranno usate per personalizzare funzioni, prodotti e contenuti in modo da offrire alla propria community un’esperienza più piacevole. Inoltre, Facebook chiederà il permesso per continuare a utilizzare i dati acquisiti da parti terze (un brand che abbiamo iniziato a seguire, gli sviluppatori di applicazioni, i giornali a cui lasciamo alcuni “mi piace”) o se invece l’utente preferirà revocare tale consenso.

3. Riconoscimento facciale.

Per la prima volta in assoluto, gli utenti europei potranno attivare la tecnologia del riconoscimento facciale. Facebook ha infatti deciso di introdurre questa novità con l’obiettivo principale di tutelare i propri utenti dagli sconosciuti che decidono di usare foto non proprie (attuando quindi un furto d’identità), ma anche con lo scopo di permettere agli utenti di trovare le foto dove appaiono ma in cui non sono taggati, e per comunicare alle persone con disabilità visive chi è presente nella foto o nel video e suggerir loro chi potrebbero voler taggare.

4. La situazione dei più giovani.

Accogliendo una richiesta specifica del GDPR, Facebook ha deciso di mettere in atto delle concrete azioni di protezione speciale da riservare agli adolescenti. La più importante riguarda gli utenti d’età compresa fra i 13 e i 15 anni: i ragazzi appartenenti a questa fascia d’età dovranno obbligatoriamente avere il consenso di una persona maggiorenne (preferibilmente un genitore o un tutore) per svolgere determinate azioni su Facebook, e senza tale consenso non si potrà svolgere l’azione richiesta. Inoltre, i minori di 18 anni non potranno attivare il riconoscimento faciale né tantomeno includere nel profilo opinioni religiose e politiche o l’opzione “interessati a” (quest’ultima azione possibile solo col consenso esplicito della persona maggiorenne di riferimento).
Nonostante queste migliorie, rimangono però ancora dei punti deboli nel sistema-Facebook. Quali sono?

Misura non sufficiente per tutelare i giovani. Come già detto, gli adolescenti hanno l’obbligo di avere il consenso di una persona maggiorenne per svolgere determinate azioni. Questo è certamente un punto positivo, mancante nei precedenti accordi, che però può essere facilmente aggirato: basta semplicemente che l’adolescente crei un profilo fantasma – associato ad una sua seconda email – e lo segnali come propria persona maggiorenne di riferimento. Una situazione tutt’altro che irrealizzabile. Da un colosso con un fatturato globale di oltre 40 miliardi di dollari, ci si aspetta certamente di più.

O accetti o sei fuori, ma Facebook è un formato chiuso. Per poter continuare ad usare Facebook, l’utente dovrà per forza accettare i nuovi Termini di servizio. Se così non volesse fare, l’unica alternativa sarebbe quella di scaricare, esportare o cancellare l’intero account, mettendo fine alla propria esperienza all’interno della community del social di Zuckerberg. C’è però un problema: Facebook ha volontariamente deciso di nascere come formato chiuso. Cosa vuol dire? Significa che tutti i dati scaricati da Facebook (contatti, messaggi, “mi piace” messi, lista amici,…) sono inutilizzabili al di fuori dello stesso social.

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