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All'Accademia Carrara scoperta una "Resurrezione di Cristo" del Mantegna - BergamoNews
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All’Accademia Carrara scoperta una “Resurrezione di Cristo” del Mantegna fotogallery

Vale 30 milioni. La scoperta è nata da uno studio, realizzato in concomitanza con la pubblicazione del catalogo “Accademia Carrara, Bergamo - Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento”, curato da Giovanni Valagussa

Una scoperta d’importanza eccezionale per l’Accademia Carrara di Bergamo, fatta da Giovanni Valagussa, storico dell’arte e conservatore della collezione Carrara: si tratta dell’attribuzione ufficiale ad Andrea Mantegna di una Resurrezione di Cristo appartenente all’Accademia Carrara stessa. È probabilmente la più importante attribuzione del Mantegna degli ultimi trent’anni: “Quando ho avuto la certezza dell’autenticità dell’opera  – ha commentato Valagussa – sono quasi svenuto”.

La scoperta è nata da uno studio realizzato in concomitanza con la pubblicazione del catalogo “Accademia Carrara, Bergamo – Dipinti italiani del Trecento e del Quattrocento”.

Il Wall Street Journal, che ha dato la notizia in esclusiva, scrive che l’attribuzione al maestro “ha l’avvallo di Keith Christiansen del Metropolitan Museum of Art di New York, il più importante esperto al mondo sull’artista”.

“Ero rimasto da solo quando ho chiuso il cerchio e avuto la sicurezza che quel quadro era del Mantegna – ha spiegato ancora Valagussa -. Erano le 21.30, qui non c’era più nessuno dei colleghi che insieme a me stavano lavorando al catalogo. È stata un’emozione davvero unica”.

L’opera è stata datata al 1492-1493: era conservata nei magazzini dell’Accademia Carrara, assicurata per 30mila euro. Ora vale almeno 30 milioni. La Resurrezione è risultato il continuum di un altro quadro del Mantegna, la Discesa di Cristo al limbo: affiancando le due tele la scena si completa perfettamente.

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L’annuncio è stato fatto nel corso di una conferenza stampa promossa da Maria Cristina Rodeschini, direttrice della Carrara, e da Gampiero Bonaldi, presidente di Cobe.

Giovanni Valagussa ha raccontato: “Quel quadro mi aveva da subito incuriosito perché è un dipinto che esprime enorme qualità, ha dettagli e particolari che hanno subito attirato la mia attenzione. Le analisi scientifiche hanno evidenziato lungo il taglio inferiore una piccola croce d’oro, al centro, che ci ha fatto capire che questo quadro poteva essere collegato a un’altra opera”.

La seconda metà, Discesa di Cristo al limbo, è stata venduta a un privato per 28.5 milioni di dollari nel 2003, a New York. Non è ancora stata rintracciata, e dopo la vendita non è più stata esposta in nessuna mostra.

Esistono alcune copie della Resurrezione di Cristo, una esposta anche agli Uffizi.

La Resurrezione del Mantegna è stata acquistata da Gugliemo Lochis a Milano a metà dell’Ottocento e fatta restaurare da Alessandro Brisson: ora il quadro è conservato nel magazzino in cui è rimasto per tanti anni. Verrà pulito e restaurato, un lavoro che dovrebbe durare all’incirca 6 mesi. Probabilmente nel 2019 verrà esposto in Accademia.

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