Il commissario Murtas e quel “diario di bordo”: la poesia vince sul crimine
Angelo Lino Murtas, Vice Questore Aggiunto, al Comando della Polizia di Stato del Commissariato di Treviglio dal 2013 da sempre scrive, annota i casi criminali di cui si occupa. Ma tra questi non mancano racconti e poesie che nascono dal suo animo.
Lo scorso anno, lo ricorderete, la giuria del premio ha riservato la Menzione speciale per l’alto valore civico della lirica all’opera “Parco degli Angeli” presentata da Angelo Lino Murtas, Vice Questore Aggiunto, al Comando della Polizia di Stato del Commissariato di Treviglio dal 2013 che, visibilmente commosso ed emozionato, ha rivolto e ritirato il premio dedicato ai ragazzi della scorta di Giovanni Falcone deceduti durante la strage di Capaci del 23 Maggio 1992.
Una delicata dote quella del Commissario che non è passata inosservata nel nostro territorio che, difatti, l’ha più volte coinvolto in scenari di senso e approfondimento cogliendone la disponibilità a dare il proprio contributo sociale alla città. Oltre a ricoprire un ruolo di spicco nel panorama cittadino, il Commissario Murtas partecipa, senza risparmiarsi, ad eventi didattico-formativi dedicati ad educatori e ragazzi, uno degli ultimi “Donne in divisa” l’ha visto prendere parte ad un evento aperto a tutti, soprattutto agli allievi degli istituti scolastici superiori del comprensorio, per dare vigore e testimonianza di consapevolezza del ruolo e dell’importanza della presenza femminile nelle forze dell’ordine.
Sul palco del Teatro Nuovo, dopo un breve excursus storico dell’evoluzione del ruolo femminile nella Polizia di Stato, Angelo Lino Murtas – commuove il pubblico in sala che scoppia in un lungo e sentito applauso. Sì, perché il Commissario Murtas oltre a ricordare l’impegno delle donne di oggi in Polizia ha reso omaggio a Emanuela Loi, la prima agente donna della Polizia di Stato che perse la vita in servizio a soli 24 anni nella strage di Via d’Amelio con Paolo Borsellino al quale fu affidata, con altri colleghi, personale scorta del Giudice. Toccante e struggente il ricordo di questa donna coraggiosa alla quale il Vice Questore ha dedicato la lettura di un’inedita poesia “Emanuela nel vento”, accompagnato dal melodico clarinetto in“Serenata di Schubert” suonato dalla professoressa Angelica Tomaselli della Banda Città di Treviglio. Un messaggio che giunge dritto al cuore del numeroso pubblico in sala.
Angelo Lino Murtas, deciso, diretto ma con garbo, un uomo tutto d’un pezzo che oltre alla divisa e all’autorevole ruolo che ricopre, indossa il senso civico dei valori profondi di legalità e concreto valoroso coraggio che traspaiono dalla dedizione al proprio incarico che prende forma anche nella forza con cui trasferisce le emozioni in poesia, tra parole profonde e ricercati versi stilistici emerge nei propri versi la salda passione per alti ideali civici.
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– Dottor Murtas da dove nasce l’amore per la scrittura?
“Non sono bravo nello scrivere…” – commenta umilmente “ se ci sono dei momenti di particolare intensità che mi trovo a vivere, in quel momento sento la necessità di scrivere ciò che sento e descrivere ciò che vedo. La poesia in rima traduce le mie emozioni e mi permette di esprimerle se, in me, vengono pungolate particolari corde emotive”.
In realtà il Commissario possiede un Diario di Bordo, così lo chiama da tempi immemori, un suo personale taccuino (oggi digitale) nel quale appunta e scrive di getto ogni evento o situazione nella quale scaturiscono le sue emozioni. Quando mi legge velocemente qualche verso di alcuni sui personali scritti, stupisce per raffinata delicatezza e particolareggiata ricercatezza di termini con i quali tratteggia le scene e le situazioni come se volesse accompagnare chi ascolta per mano nel vivere o rivivere quel momento, con la certezza di aver fotografato l’emozione per custodirla per sempre, o almeno oltre i ricordi, in maniera indelebile nei testi.
Sfogliando il Diario che il Commissario porta con sé sin da ragazzino, due componimenti brillano per intensità di vissuti “Madre mia”, una affettuosa e personale dedica alla madre da poco scomparsa e “Mare nostrum” uno scritto che racchiude come ben dice Murtas “Il dramma dei singoli..il dramma di quel gruppo…” degli sbarchi di profughi tra urla di disperazione e voci di speranza.
– Commissario, ci vuole raccontare un evento a cui è particolarmente legato nel quale la poesia è stata amica alleata per il fluire libero di pensieri e di stati d’animo?
Quando ripensa al momento nel quale l’ha spronato a dedicarsi alla poesia subito il pensiero corre veloce ai ricordi da giovane commissario nel periodo in cui nacque l’amicizia con l’eroico amico Antonio Montinaro.
“Cinisello Balsamo, correva l’anno 1984 ero da poco arrivato in Commissariato e sull’uscio con me incontro un giovane originario della Provincia di Lecce, Antonio Montinaro, mentre entrambi scaricavamo i bagagli fuori dal commissariato iniziamo a parlare, fin da subito si stringe tra noi un legame che dà lì a poco si sarebbe trasformato in amicizia, un sentimento che ci lega ancora..anche se Antonio ora è in cielo” ricorda con affetto il dott. Angelo Lino Murtas che mostra una foto di Antonio Montinaro che conserva gelosamente nel personale scrittoio nella sua stanza in Questura. “In un caldo pomeriggio di primavera mi trovai a passeggiare in un grande parco circondato da alti alberi, collocato in un cantiere in ristrutturazione situato nella Villa Di Breme Gualdoni Forno, oggi presidio distaccato dell’Università degli Studi di Milano Bicocca. D’improvviso un dolce vento iniziò a smuovere le fronde degli alberi, un fruscìo surreale mi avvolse e lì per lì mi sembrò di risentire la voce di Antonio…la mia mente torna indietro nella memoria di quegli istanti, il vento sembra accompagnare i ricordi e senza pensarci, con l’ordinanza in mano e la penna infilata nella divisa della giacca mi ritrovo a scrivere di getto la poesia “Parco degli angeli” composta in memoria di Antonio e degli agenti barbaramente uccisi in due stragi di mafia che furono definiti angeli custodi”.
Ancora oggi, quando il Commissario ricorda l’episodio i suoi occhi diventano lucidi mentre aggiunge “per indossare la divisa occorre la vocazione all’altruismo, alla solidarietà, al sacrificio e abnegazione nonchè la propensione ad aiutare il prossimo che può avere bisogno di te mentre tu esponi la tua stessa vita esponendo te stesso al rischio, per riuscire ad essere d’aiuto, nel salvarlo.”
Ricordiamo che il Comune di Cinisello Balsamo prendendo spunto dal componimento poetico del Commissario A.L.Murtas ha attribuito il riconoscimento al valore intitolando l’area verde “Parco degli angeli” e in occasione della cerimonia di inaugurazione in cui era presente Tina Martinez, vedova di Montinaro, fece posizionare una lapide commemorativa all’interno del parco della villa.
Sembra dunque sia più facile esprimere con la penna le proprie emozioni anziché con le parole..l’intima delicatezza con cui vissuti e spaccati di vita entrano in relazione con chi legge, più che allo sguardo, lasciano spazio agli occhi del cuore ai quali richiedono di incidere la loro voce in modo indelebile per condividere emozioni.





