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Procuratore Mapelli, due anni a Bergamo: "Soddisfatto, ma ora voglio i killer di Gianna e Daniela" - BergamoNews
L'intervista

Procuratore Mapelli, due anni a Bergamo: “Soddisfatto, ma ora voglio i killer di Gianna e Daniela” video

Monzese, 59 anni, da 24 mesi Walter Mapelli guida la procura di piazza Dante: "Il lavoro da fare è ancora tanto, anche per i furti in appartamento e le spaccate in centro"

Più che la soddisfazione per il lavoro svolto, prevale l’ambizione di trovare i responsabili di due delitti ancora irrisolti. Walter Mapelli fa il punto sui suoi primi due anni (a giugno) da capo della procura di Bergamo.

Monzese, 59 anni, conosceva già il nostro territorio in quanto da tempo trascorre le vacanze al fresco dei monti di Castione della Presolana. Ex dipendente della Sip (l’azienda di telecomunicazioni più importante in Italia fino al 1994), Mapelli è entrato in Magistratura nel 1985 vincendo il concorso al primo colpo. Una persona caparbia e ambiziosa. Ma soprattutto con una grande dedizione per il lavoro, in pieno spirito bergamasco.

Tra la gratificazione per le recenti svolte nei casi Ubi e Foppolo e il compiacimento per lo snellimento delle pratiche in tribunale (suo primo obiettivo quando arrivò in piazza Dante) il procuratore preferisce non adagiarsi sugli allori e pensa a cosa c’è ancora da fare.

Dottor Mapelli, il suo bilancio di questi primi due anni a Bergamo?

“Partiamo dalle cose negative, quelle che mi interessano di più. Ci sono due omicidi ancora senza colpevole, quello di Gianna Del Gaudio a Seriate e quello di Daniela Roveri a Colognola (nelle foto in basso). Abbiamo cercato di investigare, ma non siamo soddisfatti. Per Seriate abbiamo un sospettato ma senza elementi concreti, mentre Colognola è ancora a carico di ignoti. Troppo poco, dobbiamo fare di più. Un altro punto critico sono i furti in appartamento, un grave problema per i cittadini, e le spaccate in centro, che preoccupano i commercianti. Senza tralasciare le truffe ad anziani e disabili, i reati più odiosi. Dobbiamo contrastarli meglio”

del gaudio roveri seriate colognola

Capitolo tribunale, anche lì c’era molto da fare…

“Non siamo ancora soddisfatti in quanto abbiamo undicimila procedimenti ancora pendenti, quando dovrebbero essere 7500. Lo standard fissato dalla norma è questo. Lavoriamo perché vengano ridotti i numeri. Ringrazio le persone socialmente utili che ci stanno aiutando, studenti e volontari che prestano il proprio tempo per la comunità”

E la questione delle esecuzioni penali?

“Avevamo anche lì una grande difficoltà, perché se un soggetto viene condannato la pena deve divenire esecutiva entro cinque giorni, secondo la legge. Appena arrivato avevamo 2500 pene non eseguite. A distanza di quasi due anni possiamo dire che ne abbiamo ancora circa la metà, mentre il resto è stato smaltito. Come produttività i bergamaschi sono quasi meglio dei cinesi. Per questo ambiamo a diventare uno dei migliori tribunali d’Italia, come lo è il territorio”

A proposito di tribunale, i cittadini spesso si chiedono: perché una persona che viene arrestata, ad esempio per un furto, il giorno seguente viene subito rilasciata?

“La risposta carceraria non è l’unica prevista dal nostro ordinamento. Ci sono forme alternative, che secondo alcuni sono più efficaci. Non posso dire se è vero o se non è vero. Non ho i dati, ma sicuramente si tratta di una mossa studiata. Non dobbiamo poi dimenticare che le carceri in Italia sono sempre state un grosso problema. C’è stato un momento in cui erano occupate ed erano nelle mani dei detenuti. Fino alla legge Gozzini, che ha dato una speranza ai detenuti con permessi premio. Un trattamento che paga quindi. Se il detenuto vede che tra tre mesi può uscire fa di tutto per raggiungere l’obiettivo e di conseguenza si comporta meglio. E se non rientra dal permesso premio può bloccare quelli degli altri. Questo crea una certa accortezza nei confronti dei compagni di cella. La detenzione carceraria significa prevenzione della libertà di movimento non di altro.
L’altra ipotesi può essere che i giudici sbaglino o siano troppo buoni, tanto è vero che sia accusa e difesa possono ricorrere. Ma per certi reati il carcere non è proprio consentito. Come il furto in appartamento. Il massimo sono gli arresti domiciliari. E quindi impossibilità di far proseguire la detenzione carceraria”

Mapelli

Nella nostra provincia i reati sono in aumento o in diminuzione?

“Sono in calo negli ultimi anni, ma la gente si sente meno sicura di un tempo. Probabilmente perché prima erano determinate fasce a essere coinvolte, mentre ora riguardano la comunità. Penso ad esempio ai terroristi di una volta, le loro vittime erano magistrati e politici. O alla criminalità organizzata e alle guerre tra clan mafiosi. Oggi invece la delinquenza è diffusa, liquida, meno strutturata. Per il cittadino il comportamento fuori legge è anche quello di un vagabondo. Un atteggiamento non tradizionale, certo, ma che non rientra nel concetto stretto di malavita”

Caso Yara e processo Bossetti, cosa dobbiamo aspettarci dalla Cassazione?

“La Cassazione è un giudice di legittimità e non di merito. Dovrà controllare se le prove che sono state individuate a carico di Bossetti siano state raccolte e spedite in modo ineccepibile. Non se è innocente o colpevole. La Cassazione deve valutare la coerenza. Se non ci sono state falle nel processo. Staremo a vedere cosa succederà Sulla vicenda non mi esprimo in quanto non l’ho potuta seguire dall’inizio. Mi affiderò alla valutazione dei giudici”

Nelle grandi città si parla spesso di infiltrazioni mafiose, com’è la situazione a Bergamo e provincia?

“Nelle Valli Seriana e Brembana faccio fatica a pensare che possano esserci. Diverso è il discorso dalla città in giù. Il territorio è simile a dove ci sono stati episodi di questo tipo. Penso alla mia Brianza. La Bassa somiglia molto a quelle zone. Ha un tessuto industriale solido, tante attività commerciali e molte vie di comunicazione. Poi abbiamo segnali di grossi investimenti, in tutta la Lombardia, Bergamasca compresa. E’ una terra di riciclo di denaro o anche logistica come deposito di armi e droga”.

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