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Carlo nicora

“La cultura aiuta la cura: l’ospedale di Bergamo ci crede e ora arriva l’arte in terapia intensiva”

Martedì 15 maggio alle 11 verrà presentato un nuovo progetto artistico legato all'Ospedale Papa Giovanni di Bergamo: il Canone Infinito realizzato dall'associazione The Blank in collaborazione con l'azienda sanitaria nel delicato reparto della Terapia intensiva. L'attenzione alla bellezza e all'arte non è una novità per l'ospedale orobico, come conferma il direttore generale Carlo Nicora che abbiamo intervistato su questi temi.

Martedì 15 maggio alle 11 verrà presentato un nuovo progetto artistico legato all’Ospedale Papa Giovanni di Bergamo: il Canone Infinito realizzato dall’associazione The Blank in collaborazione con l’azienda sanitaria nel delicato reparto della Terapia intensiva. L’attenzione alla bellezza e all’arte non è una novità per l’ospedale orobico, come conferma il direttore generale Carlo Nicora che abbiamo intervistato su questi temi. 

L’arte sembra essere insita nella progettazione dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, come se la sua presenza fosse voluta sin dalla progettazione della nuova sede. Come è nata e come si è sviluppata questa relazione?

L’Ospedale di Bergamo è un esempio tra i più apprezzati di architettura moderna applicata a un luogo di cura. Un’architettura che ci ha consentito di migliorare la gestione dei processi di cura, di ottimizzare i percorsi e gli spostamenti e di godere allo stesso tempo di una struttura flessibile e modulabile per accogliere l’evoluzione della medicina. È un ospedale frutto di una riflessione urbana e architettonica, con un’attenzione particolare all’inserimento nell’ambiente e al benessere di pazienti e visitatori, con vetrate, pavimenti in legno e gres e inserimenti di verde.  È un ospedale nel verde, che a sua volta si insinua nell’ospedale: entra in hospital street, nei cortili interni, per arrivare a coprire l’auditorium dedicato a Lucio Parenzan e a giungere al limitare del Pronto soccorso con il Parco Ovest. Le ampie vetrate evocano un’apertura verso l’esterno, concretizzata nei fatti, che hanno reso hospital street molto di più di una strada coperta di collegamento  tra reparti e servizi per affermarsi come una delle piazze della città. L’Ospedale di Bergamo ha un’architettura leggera e chiara che rimanda ad un ospedale familiare e vivibile, con spazi luminosi e accoglienti, grazie anche al fatto che ospitiamo diverse opere d’arte, visibili a tutti: Ai  nati oggi di Alberto Garutti, che collega le sale parto dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII con Piazza Dante in centro a Bergamo, dove la luce dei lampioni aumenta di intensità quando nasce un bambino; il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto realizzato come opera di land art nel parco interno all’area ospedaliera; il ritratto di Papa Giovanni XXIII in hospital street, opera dell’artista cinese Yan Pei-Ming, noto in tutto il mondo per i suoi grandi ritratti quasi monocromatici di rappresentanti delle massime tendenze politiche, religiose, del mondo della cultura e dello spettacolo; il bonsai in stile fukinagashi di Francesco Pedrini, ispirato alle piante che crescono sui precipizi delle montagne, dove il vento è costante e forte, che ricorda, nei pressi dell’ingresso principale dell’ospedale, come sia fondamentale resistere alle avversità della vita, le quali ci modellano, ci plasmano e spesso ci rendono più forti; l’opera di Primo Formenti Racconto, installata nei pressi dell’ingresso sud, e donata all’Ospedale di Bergamo dalla ditta Cropelli S.r.l. di Palazzolo sull’Oglio (Brescia), che vuole essere per pazienti e visitatori un messaggio di speranza e di ottimismo. Infine The Tube One, primo esempio in Italia di progetto d’arte pubblica realizzato in ambito ospedaliero, che riunisce le opere di 18 artisti bergamaschi, che hanno donato al Papa Giovanni XXIII i loro lavori più rappresentativi. Le opere sono esposte sulle pareti del corridoio che collega l’ingresso sud con la torre 7, a piano terra della piastra centrale del Papa Giovanni XXIII, cuore pulsante dell’ospedale bergamasco, e anche contenitore innovativo di arte e cultura. E poi naturalmente c’è la chiesa dedicata a San Giovanni XXIII, firmata degli stessi progettisti dell’ospedale, gli architetti Aymeric Zublena, Pippo e Ferdinando Traversi. Scrigno di luce all’ingresso principale del Papa Giovanni, è frutto dell’innovazione tecnologica portata da Italcementi spa e del talento di tre artisti lombardi (Andrea Mastrovito per le absidi, Stefano Arienti per le decorazioni murarie e per il portale, Fernando Frères per la via crucis).

L’Ospedale è al contempo un luogo della comunità e una sorta di città nella città. Inserire delle opere d’arte in questo contesto ha un grande valore sociale: che connubio coltivate tra arte e sanità?

Strettissimo. Amiamo ripetere che l’ospedale è un luogo di cura e cultura, perché il corpo non può essere disgiunto dallo spirito, nemmeno quando si lotta contro la malattia. Questa visione è parte integrante del nostro DNA e della nostra storia. Il nostro patrimonio storico-artistico si compone di una preziosa quadreria, di una collezione di strumenti medico-scientifici, di una biblioteca storica e di un archivio con documenti databili dalla fine del XIV al XX secolo. In totale custodiamo oltre settemila volumi, 200 i dipinti, tra i cui autori spiccano Moroni, Fra Galgario e Carlo Ceresa, e 600 mobili antichi. È una collezione che riveste un notevole interesse storico, artistico e sociale, perché documenta la storia di Bergamo, delle famiglie che l’hanno resa grande e della medicina che si praticava in ospedale. Un patrimonio che è riflesso della storia centenaria dell’Ospedale di Bergamo, scandita dall’affetto che la città ha sempre riservato al suo ospedale. Un sentimento forte, testimoniato da lasciti e donazioni di tanti benefattori, che prosegue anche oggi, tanto che anche gli artisti contemporanei, attratti dalla reputazione che la nostra azienda ha
saputo costruirsi negli anni in tutto il mondo, scelgono il contesto del Papa Giovanni XXIII per valorizzare i loro lavori

Carlo Nicora, direttore dell'Ospedale Papa Giovanni

Come vengono recepite le opere dalle persone che in diversi modi abitano l’ospedale, ossia pazienti, parenti e personale medico?

Spesso con sorpresa perché non ci si aspetta di trovarle in un luogo di cura ad alto tasso di tecnologia come l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, ma sempre piacevolmente. Riceviamo tanti riscontri positivi, anche dai nostri operatori. Tra di loro la sorpresa ha lasciato ormai il posto a un sentimento di affetto e di familiarità, che li porta ad usare le opere d’arte anche come un punto di riferimento. È questo forse uno dei contributi più importanti di queste opere: l’aver eliminato l’asetticità dei luoghi, lasciando spazio ai colori e generando calore in corridoi e pareti prima anonimi e tutti uguali tra di loro.

Avete instaurato una solida collaborazione con The Blank, l’associazione bergamasca vincitrice nel 2015 del premio come miglior realtà culturale indipendente italiana: come è nato questo dialogo?

Abbiamo iniziato a interagire con loro per la realizzazione di INV., il fondo Fumagalli per l’Ospedale, esposto al piano terra di uno dei corridoi della piastra centrale, che inaugureremo proprio all’interno dell’edizione di quest’anno di ArtDate. Ma soprattutto sono stati interlocutori preziosi per l’ideazione e la realizzazione del progetto Canone infinito nei corridoi delle terapie intensive, una zona delicata che noi chiamiamo anche Area critica, perché lì si fa la differenza tra la vita e la morte. Fa parte del nostro modus operandi coinvolgere le realtà sociali e culturali attive sul territorio bergamasco, con cui creiamo relazioni e sinergie in grado di far emergere saperi, valori e conoscenze da mettere a disposizione dell’Ospedale di Bergamo e di tutta la comunità, perché questo Ospedale non è qualcosa che sta ai margini, ma è parte integrante di questo tessuto sociale, culturale e imprenditoriale.

L’azienda sanitaria sarà coinvolta nel Festival ArtDate (25 26 27 maggio) e ospiterà una serie di proiezioni all’interno dell’Auditorium Lucio Parenzan. Quali artisti sono stati coinvolti e quali tematiche saranno affrontate?

Venerdì 25 maggio alle 19.30 verrà proiettato il video Da Vinci di Yuri Ancarani ispirato all’omonimo robot chirurgico, uno dei tre lavori che l’artista ha dedicato al lavoro dell’uomo. Da Vinci è dedicato in particolare a chi lavora in sanità. Con il direttore delle risorse umane, abbiamo voluto organizzare questa occasione per dare la possibilità ai nostri operatori di vedere questo video perché è stato creato e dedicato a loro. Sabato 26 maggio alle 18.30 verranno invece proiettati, a cura di Bergamo Film Meeting, i lavori dell’artista e animatore olandese Maik Hagens, nonché i cartoni animati realizzati con i disegni dei bambini ricoverati all’Ospedale di Brescia. Anche da noi, dove le cure pediatriche sono una delle nostre vocazioni storiche, i bambini ricoverati non vengono solo curati, ma hanno la possibilità di dare un senso al pezzo di vita che trascorrono qui, continuando a studiare grazie alla Scuola in pigiama e partecipando a laboratori e tante attività ludiche e formative. Alle 21 verranno invece proiettati i video di Oscar Giaconia, Hanne Lippard e Driant Zeneli dedicati al tema delle frequenze, filo conduttore dell’edizione di quest’anno.

lorenzo senni

Quali saranno i prossimi passaggi di inclusione di arte contemporanea all’interno dell’Ospedale?

A parte la realizzazione di Canone Infinito, che presenteremo ufficialmente il 15 maggio, non posso al momento anticipare niente di preciso. Abbiamo tante idee, in aree specifiche e particolarmente dedicate dell’ospedale, dove un intervento artistico avrebbe un significato importante per i pazienti, i loro familiari e naturalmente anche per i nostri operatori che fanno un lavoro difficile e che sono la nostra vera forza. Queste idee però richiedono impegno e risorse per cui necessitiamo dell’aiuto di benefattori che credono nei nostri stessi valori. Siamo abituati a fare e poi a dire, come i veri bergamaschi. Ne parleremo quando saremo certi di poterle realizzare.

(Le foto sono di Giovanni Terzi)

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