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Giro show sul Gran Sasso: Masnada in fuga 222 chilometri, ma vince Yates in Rosa

Il bergamasco dell'Androni-Sidermec protagonista assoluto della frazione ma poi si scatenano gli uomini di classifica con il britannico che brucia Pinot: male Froome e Aru che scivolano a oltre due minuti in classifica generale.

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Scintille sul Gran Sasso d’Italia: crollano i favoriti, Fausto Masnada eroe di tappa. Questo è il riassunto della nona tappa del Giro d’Italia disputatasi nella giornata di domenica 13 maggio e vinta dal britannico Simon Yates (Mitchelton-Scott) alla conclusione della prima settimana sempre più maglia rosa, davanti al francese Thibaut Pinot (Groupama-FDJ) ed al colombiano Esteban Chaves (Mitchelton-Scott) ma che negli ultimi chilometri ha visto il crollo di favoriti della vigilia come il quattro volte vincitore del Tour de France Christopher Froome (Sky) ed il campione italiano Fabio Aru (UAE Emirates).

A meno tre chilometri dall’arrivo l’ex corridore della Palazzago ha perso le ruote dei migliori, subendo un ritardo di circa 1’12”, mentre poco più avanti anche la maglia gialla 2017 ha dovuto lasciare il gruppo della maglia rosa, perdendo costantemente negli ultimi due chilometri della tappa nonostante l’aiuto dei compagni di squadra. Negli ultimi mille metri a fare la selezione è stato il lucano Domenico Pozzovivo (Bahrein – Merida), miglior italiano di tappa, che con una lunga progressione ha scremato il gruppetto dei leader, causando il distacco anche del vincitore uscente Tom Dumolin (Sunweb), giunto sul traguardo di Campo Imperatore con dodici secondi. Negli ultimi trecento metri la volata ha premiato la maglia rosa Yates, giunto davanti al francese Pinot ed alla maglia azzurra Esteban Chavez, mentre Pozzovivo e la maglia bianca Richard Carapaz (Movistar) hanno chiuso con quattro secondi di distacco dal vincitore.

La tappa del Gran Sasso, dedicata a Marco Pantani, che nella località abruzzese ha trionfato nel 1999, è stata segnata da un altro protagonista, il coraggioso bergamasco Fausto Masnada (Androni – Sidermec) che sino ai -2,8 chilometri ha tenuto il fiato sospeso di milioni di italiani. Il ventitreenne di Laxolo è partito all’attacco poco dopo il via di Pesco Sannitico in compagnia di altri tredici atleti (Mickael Cherel (AG2R La Mondiale), Davide Ballerini (Androni – Sidermec), Manuele Boaro e Giovanni Visconti (Bahrain – Merida), Simone Andreetta (Bardiani – CSF), Cesare Benedetti (Bora – Hansgrohe), Tim Wellens (Lotto FixAll), Natnael Berhane (Dimension Data), Hugh Carthy (EF- Drapac), Maxim Belkov (Katusha – Alpecin), Gianluca Brambilla e Laurent Didier (Trek – Segafredo) e Alex Turrin (Wilier – Selle Italia)), con i quali ha caratterizzato la tappa, ma lungo le pendici del Gran Sasso, per la precisione a 17 chilometri dall’arrivo, il corridore orobico ha lasciato i propri compagni di fuga per lanciarsi in una fuga solitaria d’altri tempi. La grinta di Fausto ha entusiasmato i numerosi tifosi presenti sulle strade degli Abruzzi, ma il rientro poderoso del gruppo non gli ha permesso di conquistare la prima vittoria al Giro d’Italia da lungo cullata.

Nel corso della tappa Masnada è stato protagonista anche di un curioso episodio che lo ha visto transitare per primo transitare sul Gran Premio della Montagna di Roccaraso: poco prima del traguardo intermedio il giovane brembillese ha avuto un problema meccanico che lo avrebbe costretto a fermarsi, nonostante ciò il compagno di squadra Davide Ballerini e l’eritreo Natnael Berhane lo hanno aiutato a scollinare per primo dando una leggera spinta. Il gesto è stato preso in considerazione dalla giuria e ritenuto una scorrettezza che ha scaturito il declassamento di Masnada al terzo posto.

Ora il Giro si fermerà per il giorno di riposo prima di ripartire martedì 15 maggio da Penne, ma gli occhi saranno puntati sul Monte Zoncolan, dove il gruppo giungerà sabato 19 maggio.

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