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Blitz al Bolgia, la replica: “Amareggiati, da sempre contro alcol e droga”

Il titolare Tonino Vecchi precisa alcuni punti della vicenda che ha visto coinvolto il suo locale nella serata di sabato, con l'intervento di carabinieri, Nas, ispettorato del lavoro, Inps, unità cinofila, vigili del fuoco, agenzia delle entrate e SIAE.

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Deluso e amareggiato: dopo una notte insonne e il blitz di carabinieri, Nas di Brescia, Ispettorato del Lavoro di Bergamo, Inps di Bergamo, Cinofili di Orio al Serio, vigili del fuoco, Agenzia delle entrate di Bergamo e SIAE di Milano, Tonino Vecchi, titolare e fondatore della discoteca Bolgia di Osio Sopra, non ci sta.

“Leggo di cinque assuntori di droga segnalati su oltre 700 clienti presenti sabato sera: mi pare una percentuale talmente risibile che parlare di droga nel locale appare una forzatura – precisa – Inoltre è stato individuato uno spacciatore nel parcheggio del locale, eventualità contro la quale possiamo fare poco. Ci tengo a sottolineare come all’ingresso il personale sottopone tutti i clienti a metal detector per evitare che si possa entrare con oggetti contundenti o pericolosi, procedendo anche a una piccola perquisizione per evitare che nelle tasche venga occultato qualcosa che non può entrare. Ma non abbiamo l’autorità, e non possiamo, andare oltre”.

Un locale, il Bolgia, che Vecchi ritiene sempre in prima linea contro alcol e sostanze stupefacenti: “Anche sabato sera all’interno della discoteca era attivo il progetto ‘Notti in sicurezza’: alcuni volontari sottopongono i clienti alla prova dell’etilometro e chi risulta avere un tasso pari allo zero viene omaggiato con un ingresso gratuito”.

Precisazioni anche sull’aspetto fiscale dell’accertamento da parte del gruppo interforze: “Il lavoro nero all’interno del mio locale non c’è: tutti i lavoratori, 22 addetti in tutto, controllati sabato sera sono risultati regolari. 21 assunti con contratto di lavoro a chiamata, uno a voucher nei limiti consentiti oggi dalla legge. La violazione rilevata si riferisce a un dj presente nel privè che per suonare utilizzava chiavette usb prive del bollino SIAE. Mi pare il classico pelo nell’uovo”.
“Poi come si può entrare in un locale come questo e verificare che i biglietti emessi corrispondano all’incasso? Oltre al via vai di persone, periodicamente durante la serata trasferiamo il denaro presente in cassa in cassaforte”.

Infine un appunto, fatto con delusione, sulle modalità di accertamento: “Ho sempre difeso e stimato il lavoro delle forze dell’ordine – conclude – Però credo che i controlli non dovrebbero essere così invasivi ma fatti nel rispetto di chi fa impresa, produce reddito e dà lavoro: avere ragazzi chiusi nel locale per un’ora e mezza con le luci accese e i cani che giravano ovunque non è stato piacevole”.

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