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Smantellata la banda dei ladri della plastica, la refurtiva in un capannone a Canonica d’Adda

Dei nove arrestati, uno metteva a disposizione un capannone a Canonica D'Adda dove stoccare la merce rubata, ricevendo in cambio una sorta di «canone» mensile

Effettuavano sopralluoghi, si premuravano di “far saltare gli allarmi perimetrali” e di rubare automezzi per la strada, che potessero aiutarli a spostare la merce rubata velocemente, così come di individuare aree dove lasciare in sosta i tir con la refurtiva anche per due settimane, prima di spostarla ancora e rivenderla.

Ognuno con un suo ruolo. È questo il modus operandi del gruppo criminale composto da nove persone arrestate nella mattina di sabato 12 maggio a seguito di un’indagine dei carabinieri di Monza, che in pochi mesi a cavallo tra il 2017 e l’inizio di quest’anno, avrebbe messo a segno furti per oltre mezzo milione di euro in ditte commercianti materiale plastico, con sede tra le province di Mantova, Brescia e Lecco, poi rivendute per tramite di un ricettatore con un’azienda in provincia di Varese, anche lui arrestato e ai domiciliari, il tutto convinti di poterla fare tranquillamente franca usando ricettrasmittenti e «jammer».

“Vai a fare il sopralluogo, comunque se ti prendono dentro, tu gli dici che sei andato a fare un sopralluogo per andare a rubare, non è un reato, non ti possono condannare hai capito?”, sono le parole di uno degli indagati, intercettato.

Dei nove arrestati, uno metteva a disposizione un capannone a Canonica D’Adda dove stoccare la merce rubata, ricevendo in cambio una sorta di «canone» mensile, un altro si preoccupava di organizzare i sopralluoghi, due mantenevano i contatti con i ricettatori, tra cui il loro miglior cliente, ritenuto concorrente esterno all’associazione, che acquistava abitualmente la merce rubata e la ricettava presso la sua azienda con sede a Malnate, in provincia di Varese.

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