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Meccatronici cercasi, a Bergamo mancano operai specializzati fotogallery

Dall’operaio al tecnico meccatronico. In un convegno alla Dmg Mori Italia di Brembate Sopra è emerso come le aziende bergamasche siano alla ricerca di figure con un'elevata specializzazione, che coniughino dimensione intellettuale e utilizzo di tecnologie complesse.

Meccatronici cercasi. L’applicazione delle nuove tecnologie produttive ha determinato un’evoluzione dei profili professionali. Ben vengano filosofi, musicisti, artisti, ma il mondo del lavoro ha bisogno di meccatronici: figure caratterizzate da un’elevata specializzazione, dove la dimensione intellettuale si coniuga con l’utilizzo di tecnologie complesse.

L’appello è emerso nel corso del convegno “Impresa 4.0: oltre super e iper ammortamento”, promosso nell’ambito dell’annuale open house alla Dmg Mori Italia di Brembate Sopra, a cui hanno partecipato Stefania Pigozzi – responsabile Centro Studi & Cultura di Impresa UCIMU; Stefano Scaglia – presidente di Confindustria Bergamo; Gianluigi Viscardi – presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente e Giorgio Donadoni – presidente del gruppo Meccatronici.

La ricerca di personale rispecchia il buon andamento del settore meccanico. “La provincia di Bergamo – -ha spiegato Stefania Pigozzi, responsabile Centro Studi & Cultura di Impresa UCIMU- con il 15% di imprese che appartengo al comparto e rispetto al dato lombardo che esprime il 40% della produzione italiana, rappresenta il 20% in termini produzione ed esportazione e il 17% in termini di addetti. Numeri che rispecchiano come Bergamo sia una provincia dinamica”.

Il 2017 è stato un anno decisamente positivo per l’industria italiana della macchina utensile, robotica e automazione che ha registrato incrementi a doppia cifra per tutti gli indicatori economici se si esclude quello relativo all’export che, pure, è tornato a crescere dopo l’arretramento del 2016. Il settore ha chiuso il 2017 con esportazioni per un valore di 3,4 miliardi di euro (3,2 miliardi nel 2016) e le consegne sul mercato interno per 2,7 miliardi di euro (2,3 miliardi nel 2016). Entrambi i settori sono stimati ancora in aumento nel 2018, rispettivamente a 3,6 miliardi (+4,7%) e 2,9 miliardi di euro (+8,2%). Tra i paesi produttori di macchine utensili l’Italia si è classificata al quarto posto, dopo Cina, Germania e Giappone.

“Nel primo trimestre 2018 -ha continuato Pigozzi- abbiamo registrato un calo del -25,8% degli investimenti interni in Italia”. Dato che, però, risente del confronto con un primo trimestre 2017 che aveva registrato un eccezionale incremento degli ordini. “Non preoccupa la frenata degli ordini raccolti sul mercato interno. E’ l’effetto dello straordinario risultato di fine 2017 quando tutti hanno accelerato la corsa agli investimenti, preoccupati che i provvedimenti di super e iper ammortamento non fossero confermati”.

“Siamo una provincia manifatturiera –ha ricordato Stefano Scaglia, presidente di Confindustria Bergamo-. Meccanica, metallurgia e chimico farmaceutico sono i settori manifatturieri trainanti”. Bergamo, votata all’internazionalizzazione, con un tasso di disoccupazione al 4,2% risulta la quarta provincia industriale europea ma deve fare i conti con la mancanza di forza lavoro. “Siamo la seconda provincia europea dopo Stoccarda con una percentuale di occupazione molto significativa nei settori manifatturieri ad alta tecnologia, ma un quarto delle aziende bergamasche denuncia difficoltà nel trovare personale qualificato”. Le azioni messe in campo da Confindustria Bergamo per favorire l’inserimento nel mondo del lavoro riguardano l’orientamento, l’alternanza scuola lavoro e il supporto all’internazionalizzazione. “E’ necessario aumentare il tasso di occupazione femminile e attrarre forza lavoro da fuori provincia”.

Con l’obiettivo di creare talenti e competenze per l’Industria 4.0 attraverso corsi di alta formazione, Experis Academy (training center di Manpower Group), Kilometro Rosso (parco scientifico tecnologico di Bergamo) e Confindustria Bergamo hanno dato vita ad un innovativo polo di formazione, che punta a formare 300 nuovi talenti nel 2018.

“Passare da industria pesante a pensante” è la sfida della quarta rivoluzione industriale per il manifatturiero italiano, secondo Gianluigi Viscardi, presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente. “Alla base della rivoluzione 4.0 c’è la meccatronica. Tutto è cominciato quando abbiamo iniziato a dare l’intelligenza al ferro e ad analizzare i dati. Questo ha determinato un cambiamento delle competenze richieste agli operatori, che devono essere in grado di far diventare “intelligente” un pezzo meccanico, applicando ciò che oggi chiamiamo Internet delle cose. Ci stiamo adoperando per sviluppare la fabbrica intelligente, attraverso open innovation tra piccole, medie e grandi imprese, insieme a università ed enti di ricerca”.

Viscardi ha evidenziato l’importanza dei cluster tecnologici nazionali, nati nel 2012 su iniziativa del Miur e potenziati con il piano Impresa 4.0. Si tratta di aggregazioni organizzate di imprese, università, altre istituzioni pubbliche o private di ricerca, soggetti finanziari, che hanno il compito di sviluppare strategie per accelerare i processi di innovazione e aumentare la competitività industriale del sistema Paese.

“Un aspetto da considerare –ha evidenziato il presidente del Cluster tecnologico nazionale Fabbrica Intelligente- è legato al fatto che, se un collaboratore qualificato decide di abbandonare l’azienda, può metterla in crisi in quanto porta via con se una parte importante di conoscenza e competenze. Per questo la sfida, specialmente nelle piccole e medie imprese, è trovare il modo di registrare la conoscenza generata quotidianamente per renderla disponibile a tutti. In questo ambito ho lavorato e sto lavorando con Confindustria per aiutare le piccole e medie imprese a comprendere il vero valore del capitale intellettuale, che è intangibile ma da valorizzare mettendolo a bilancio”.

Al centro delle imprese, in ogni percorso di automazione, rimane la persona. La CoMac, che realizza impianti di imbottigliamento e imbustamento a Bonate di Sotto ha messo in campo una serie di misure “salva tempo” per i dipendenti, come la possibilità di fare la spesa o di farsi lavare e stirare i vestiti in azienda o la doggy bag per portarsi a casa per cena quel che a pranzo offre la mensa. “Noi abbiamo voluto dare ai nostri collaboratori più tempo -ha detto Giorgio Donadoni, presidente del gruppo Meccatronici- per fare quello che vogliono. È un modo per mantenere in azienda le persone migliori”. L’azienda di Bonate Sotto, alla terza edizione del Welfare Index PMI, si è aggiudicata il primo posto nel settore Industria, classificandosi tra le 38 aziende con il miglior rating possibile per le politiche di Welfare aziendale. “A fine anno inseriremo in azienda anche la figura del maggiordomo aziendale”.

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