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Un anno dopo la tragedia niente feste a Ubiale, ma il sindaco: per le norme sulla sicurezza - BergamoNews
Il caso

Un anno dopo la tragedia niente feste a Ubiale, ma il sindaco: per le norme sulla sicurezza

Nessuno nomina il 20enne Bara Thiam, deceduto la sera del 22 luglio 2017 dopo una misteriosa fuga dalla Ubiale Power Sound Festival. Tre gli indagati per la sua morte

La sera di sabato 22 luglio 2017 a Ubiale Clanezzo un ragazzo di soli vent’anni perde la vita. Mamadou Lamine Thiam, Bara per gli amici, senegalese residente ad Almè, in circostanze ancora misteriose cade mortalmente in un burrone, dopo una fuga causata da un litigio avvenuto a una festa di paese, la Ubiale Power Sound Festival.

Quest’estate, con le polemiche che seguirono la vicenda e le indagini ancora aperte, la kermesse musicale di dieci giorni tanto amata dagli ubialesi non si svolgerà. Nessuna manifestazione estiva al campo sportivo comunale, nemmeno la festa dell’Ubiale calcio e quella degli Alpini. Annullato anche un torneo di calcio dedicato a un ragazzo del paese, che sarà però ospitato all’oratorio di Sedrina.

Il motivo? “Le norme troppo rigide emanate dal Ministero dell’Interno, a seguito degli incidenti accaduti in piazza San Carlo a Torino, in occasione della finale di Champions League del 3 giugno dello scorso anno con un morto e 1500 feriti”, spiegano il sindaco Ersilio Gotti (lista civica di centrosinistra Nuovi orizzonti) e anche gli organizzatori con un post sulla pagina Facebook della festa.

Nessun riferimento alla tragica morte di Bara. Il primo cittadino, appena sente pronunciare il suo nome, si trincera dietro un laconico silenzio: “Per me l’intervista finisce qui”.

I promotori del festival nemmeno lo nominano, anche se qualche cittadino lo ricorda tra i commenti all’annuncio dello stop. Nessuna parola di cordoglio per quel ragazzo scomparso a soli 20 anni, in quella che sarebbe dovuta essere una serata spensierata tra amici. Ad oggi, a Ubiale Clanezzo non sono previste iniziative per ricordarlo.

L’edizione dello scorso anno, invece, era proseguita anche dopo la tragedia, con la  decisione di donare “parte” del ricavato della “super tombolata” alla famiglia della vittima. Denaro che Sidy Thiam, il papà della vittima, aveva rifiutato senza nemmeno aprire la busta che gli era pervenuta e rispedendola al mittente. “Non so neanche quanti soldi abbiano raccolto – aveva spiegato – e non mi interessa. Si sono comportati male. Si sarebbero dovuti fermare almeno un giorno”.

Nel frattempo proseguono le indagini dei carabinieri di Zogno e del nucleo investigativo di Bergamo, coordinate dal sostituto procuratore Fabio Pelosi, per fare luce su quanto accaduto quella sera.

Gli indagati sono tre, C.B., 53 anni di Ubiale, e una coppia di fidanzati R.M., 25 anni di Alzano Lombardo lui, B.I., 35 anni di Sedrina lei. Alcuni testimoni han dichiarato che hanno inseguito Bara solo per una cinquantina di metri, ma c’è anche chi dichiara di averli visti osservare la vittima mentre si lanciava nel burrone in cui ha perso la vita, senza però chiamare i soccorsi.

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