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Tenaris, nonostante Trump ai dipendenti 5.400 euro di premio: investiamo sul capitale umano

“Se gli Usa introdurranno i dazi, l'Europa deve proteggere bene i suoi produttori di acciaio” afferma l’ad di Tenaris Michele Della Briotta.

Non concede interviste video, anche se promette di farlo presto, e distribuisce foto che lo ritraggono con il caschetto accanto agli operai. Riflessivo e attento alla propria immagine – non indossa un golfino alla Marchionne, ma declina una camicia bianca senza cravatta – il valtellinese Michele Della Briotta, 46 anni, vice presidente e Managing director di Tenaris Europa, illustra con parole pacate e ben misurate il futuro dell’industria di cui è al timone.

Non solo. Le sue parole disegnano un quadro globale, dove geopolitica ed economia sfociano in un unico delta: il presente e il futuro della Tenaris. All’orizzonte più prossimo, ai primi di giugno, ci sono i dazi che il presidente Usa Donald Trump potrebbe far scattare nei confronti delle imprese europee. C’è l’uscita degli Usa dall’accordo di Teheran sul nucleare che spinge sul prezzo del petrolio, anche se Russia e Opec hanno deciso di mantenere il loro target di produzione. C’è la ripresa europea che spinge come una brezza e stimola gli impianti Tenaris di Costa Volpino, Arcore e Piombino.

“Se gli Usa introdurranno i dazi, l’Europa deve proteggere bene i suoi produttori di acciaio – afferma Michele Della Briotta -. Resto e sono ottimista, abbiamo investito per fare prodotti di nicchia, ci siamo differenziati, abbiamo prodotti di qualità che i nostri clienti potrebbero sostenere i costi dei dazi pur di averli. Oppure potrebbe esserci delle esclusioni ai dazi su alcuni prodotti. Siamo in una situazione in cui sarà difficile che russi o coreani possano portarci via fette di mercato”.

All’orizzonte più lontano si affacciano le energie rinnovabili, e Tenaris – che lavora a fianco degli operatori del petrolio – guarda con attenzione questo traguardo. “Se guardiamo al 2040 il petrolio perderà qualcosa, ma questo spazio di mercato verrà guadagnato dal gas, mentre chi perderà molto sarà il carbone – prosegue Della Briotta -. Tutto dipenderà anche dalla richiesta di energia di Paesi dove la domanda di petrolio continuerà a crescere, penso all’India, alla Cina e ad alcune nazioni dell’Africa”.

Il vento della ripresa economica del Vecchio Continente come un refolo spinge nella vela del fatturato di Tenaris Dalmine che ha chiuso il 2017 con 786 milioni di euro, 65 in più dell’anno precedente. “Una crescita non da poco se si considerano gli aumenti dei costi di produzione come il rottame e gli elettrodi” puntualizza l’amministratore delegato di Dalmine Spa.

Da capitano d’industria Della Briotta arriva a toccare il tema che più gli sta a cuore: il capitale umano. Certo, il tempo dei tagli del personale sembrano lontani, ma non è così. Sono dietro l’angolo. Della Briotta snocciola i numeri delle assunzioni nell’ultimo anno: 210. Trenta laureati e 180 operatori diplomati. Venti nuovi assunti a Costa Volpino, altrettanti ad Arcore e 140 a Dalmine; per citare i siti produttivi più vicini.

Il vero fiore all’occhiello sono i premi erogati: per gli operai Tenaris nel 2017 ha staccato 5.469 euro in più oltre “alla già buona retribuzione”, per gli impiegati l’incentivo ammonta a 5.434 euro. Ai sindacati Della Briotta manda a dire che c’è tempo dopo l’estate per il rinnovo dell’integrativo. Mentre preme all’ad snocciolare le 60 mila ore di formazione in aula e le 72 mila ore di affiancamento. A tutto questo si aggiunge una formazione on line con corsi e accesso a riviste specializzate per una formazione “ad personam”.

“Abbiamo avuto più forza lavoro di quella necessaria” puntualizza. “Stiamo formando il futuro di Tenaris, qui si può crescere e realizzarsi: abbiamo trenta italiani in giro per il mondo che assumeranno posizioni apicali. Penso a due bergamaschi in particolare: Andrea Previtali in Indonesia e a Giuseppe Brolis direttore a Zalău in Romania“.

Sul fronte investimenti ci sono venti milioni, cinque per realizzare i sistemi di controllo per i tubi di grandi dimensioni; cinque per l’ammodernamento dei forni, intervento che ha permesso in tre anni di dimezzare le polveri. Infine, c’è la lotta allo spreco con il risparmio del 20% del consumo di acqua, grazie ad alcuni accorgimenti e interventi mirati.

L’agenda di Della Briotta scotta di appuntamenti ed incontri, il vice presidente e Managing director di Tenaris Europa si congeda e promette: “La prossima volta le concedo un’intervista video”.

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