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Chimica al femminile, una donna al vertice della Diachem: "Per un'agricoltura sostenibile" - BergamoNews

Innovare per competere

Francesca dubbini

Chimica al femminile, una donna al vertice della Diachem: “Per un’agricoltura sostenibile”

Inizia con oggi la serie di interviste "Innovare per competere", la nuova rubrica di Bergamonews alla scoperta dei giovani imprenditori. Innovazione declinata nei prodotti e nella comunicazione per l'azienda della bassa bergamasca dedita alla formulazione di agrofarmaci e specialità nutrizionali per le coltivazioni agricole. “I veri eroi -spiega Francesca Dubbini, responsabile commerciale industriale Diachem- sono tutti coloro che affrontano quotidianamente le difficoltà della vita agricola”.

“Il vero eroe sei tu”. Dopo aver congedato Biancaneve, Cenerentola e Pinocchio, Chimiberg, marchio della Diachem di Caravaggio, nella nuova campagna comunicativa arruola eroi dal volto umano.

“I veri eroi – spiega Francesca Dubbini, responsabile attività industriali Diachem – sono tutti coloro che affrontano quotidianamente le difficoltà della vita agricola. Nessun superpotere, nessuna maschera ma scelte concrete che rendono sostenibile l’agricoltura e orgoglioso chi la interpreta”.

Rompendo gli stereotipati cliché, la Chimiberg sta disegnando una strada nuova nella comunicazione sugli agrofarmaci.

Realtà tutta italiana, dedita alla formulazione e commercializzazione di prodotti chimici per l’agricoltura (agrofarmaci e fertilizzanti speciali), Diachem è nata e cresciuta in terra bergamasca. Terra che di fatto non ha mai abbandonato, producendo da sempre in questa provincia e contribuendo con continuità all’occupazione della popolazione locale.

Trentaquattro anni, laureata in Ingegneria, Francesca Dubbini è il primo rappresentante della quarta generazione Dubbini a intraprendere un percorso professionale in Diachem e la prima donna Dubbini a entrare in azienda.

“Dopo la maturità mio padre mi ha detto: studia quello che vuoi. E ha aggiunto: se poi vorrai lavorare in azienda ci sarà sempre modo. Ho studiato ingegneria edile e architettura con l’idea di voler costruire e viaggiare: l’Università a Pavia, Erasmus in Polonia, laurea ed esame di stato albo ingegneri. Ho trovato lavoro in un prestigioso studio di architettura a Londra. Un anno nella City, poi due anni a Singapore, in un altro grande studio, attraverso un master di project management. A Singapore ho conosciuto i ritmi di lavoro asiatici: orario part time (il part time è dalle nove alle diciasette), poi dalle diciotto alle ventidue il master. Finito il master, ho iniziato a lavorare full time, (dalle nove alle ventidue). Poi mi sono detta: se dovevo lavorare venti ore al giorno, meglio farlo per l’azienda della famiglia. Era l’estate del 2012 ed ero pronta a tornare a casa. Mi sono concessa un anno di prova, per conoscere tutti gli ambiti di attività dell’azienda, con un programma ben preciso: un periodo di tempo in produzione, un altro nel settore commerciale e marketing, poi in amministrazione, ed infine logistica e pianificazione”.
Oggi in Diachem, Francesca Dubbini è responsabile dei rapporti con i maggiori clienti industriali e si occupa delle produzioni conto terzi per le multinazionali del settore.

Nel 2017 lo stabilimento di Caravaggio ha prodotto 8 mila tonnellate di formulati (composti chimici): il 60% è stato destinato ai clienti industriali, oltre il 38% a prodotti Chimiberg e per il 2% a prodotti per l’export.

Diachem è una realtà da 106 dipendenti, di cui 4 dirigenti, 13 quadri, 38 impiegati e 51 operatori in stabilimento.

“Il capitale umano – racconta la responsabile attività industriali – riveste un ruolo centrale perché spesso il cambiamento, nella sua fase iniziale, suscita perplessità e insicurezze, che solo con la convinzione e motivazione delle persone si trasforma in miglioramenti e maggior efficienza. Pur consapevoli che nel settore agricolo alcune tradizioni sono difficilmente mutabili, innovare è necessario per affrontare il mercato e differenziarsi dalla concorrenza”.

L’0rigine dell’azienda

Nel 1937 Luigi Dubbini, ingegnere civile, fonda con il fratello Amleto, chimico tessile, una società per la produzione e la vendita in Italia di prodotti chimici ausiliari per l’industria tessile, della concia, del cuoio, della carta e della cosmesi che assume il nome di Chimiberg srl nel 1947.
Nel 1957 Ezio Dubbini figlio di Luigi, estende l’attività alla produzione e commercializzazione di prodotti chimici per l’agricoltura. Dieci anni più tardi Chimiberg cambia nome in Diachem, da quel momento in poi il core business dell’azienda è rimasta la formulazione di agrofarmaci e specialità nutrizionali per le coltivazioni agricole.

“Dalla sua fondazione – racconta la responsabile attività industriali – Diachem ha già visto il susseguirsi di tre generazioni e da pochi anni ha fatto ingresso nel gruppo anche la quarta. Oggi Diachem è guidata da Gianluigi, Marco e Paolo Dubbini, che rivestono in azienda ruoli dirigenziali, rispettivamente in ambito industriale, amministrativo e commerciale”.

Francesca Dubbini è iscritta anche al gruppo giovani di Confindustria Bergamo che, da anni, con una serie di incontri, affronta il tema del passaggio generazionale. “L’entrata della nuova generazione – spiega Francesca – sta avvenendo a seguito di regole condivise tra i meòmbri della famiglia che ha portato i “giovani” ad intraprendere esperienze lavorative in ambito extra-societario, in ambiti e contesti differenti fra loro. Questa scelta ha l’obiettivo non solo di formare la nuova generazione e di ampliare le loro competenze a seguito della conoscenza di realtà aziendali differenti, ma soprattutto ha permesso alle nuove leve di inserirsi in azienda con una visione differente ed un bagaglio di esperienze nuove e utili che portano impulsi innovativi preziosi per la crescita della società”.

Gli investimenti in automazione, innovazione e sicurezza dello stabilimento di Caravaggio sono il punto di forza dell’azienda, un sito produttivo che si estende su una superficie di 15 ettari, sviluppato e potenziato nel corso degli anni. Attrezzature all’avanguardia permettono alla Diachem di garantire i migliori standard di produzione e di proporsi sul mercato come partner industriale delle principali società leader del mercato.

“La sinergia – racconta la responsabile attività industriali Diachem – tra attività commerciale e di marketing, che individua nuovi prodotti e supporta le vendite, l’ufficio regulatory che si occupa della valutazione del rischio e dell’autorizzazione dei prodotti, il laboratorio Controllo Qualità e Ricerca & Sviluppo, permettono a Diachem di proporsi sul mercato con formulati innovativi e di stringere importanti accordi di co-distribuzione con le principali aziende del settore. Orgoglio per l’azienda è l’esser riuscita negli anni ad ottenere a proprio nome registrazioni di agrofarmaci autorizzati dal Ministero della Salute, alla stregua delle multinazionali che dominano il settore”.

Soddisfare le richieste alimentari di una popolazione in continua crescita sarà la sfida del futuro. Il sistema produttivo agricolo dovrà, a parità di superficie coltivata, aumentare la produttività senza aumentare gli input di energia ed i fattori di produzione.

Le sfide future del gruppo

“Oggi la sfida del gruppo – spiega Francesca – è orientata verso la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti a minor impatto. In quest’ottica Diachem nel 2017 ha acquisito la società olandese Pireco, azienda specializzata nella ricerca e produzione di biostimolanti naturali: prodotti a base di estratti vegetali a impatto ambientale “zero”. Un mercato innovativo che nei prossimi anni è destinato a crescere in modo rilevante.

“Questi prodotti, combinati con gli agrofarmaci “tradizionali” potranno rivestire un ruolo rilevante nella concezione di agricoltura integrata che basa i suoi principi sull’impiego razionale dei prodotti attraverso un corretto equilibrio tra prevenzione e tempestività di intervento ed il controllo dell’intero processo produttivo, utilizzando tecniche compatibili con il rispetto dell’ambiente e della sicurezza alimentare”.

Le innovazioni su cui la Diachem di Caravaggio sta puntando sono orientate verso la sostenibilità dell’agricoltura intensiva, attraverso una lotta integrata.

“Significa – continua Francesca – prevenire l’avvento di malattie e patologie attraverso un uso razionale e corretto dei prodotti, ma anche attraverso un monitoraggio delle condizioni del campo per verificare lo stato delle colture ed analizzare al meglio gli interventi da effettuare”. Una completa separazione tra i reparti adibiti a differenti produzioni, dedicate linee di formulazione e confezionamento e rigorose procedure operative, garantiscono qualità dei prodotti e no cross-contamination. “Le richieste del mercato, le regolamentazioni del settore stringenti ed in costante evoluzione, la collaborazione con aziende leader a livello mondiale sono solo alcuni degli elementi che spingono Diachem ad un continuo miglioramento dei propri processi e prodotti”.

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