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Medici Senza Frontiere di Bergamo, nuova sede al Lazzaretto - BergamoNews
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Medici Senza Frontiere di Bergamo, nuova sede al Lazzaretto

La sala del Lazzaretto in Piazzale Lodovico Gioisis, 6, sarà inaugurata giovedì 17 maggio con molti ospiti

Nuova sede per il Gruppo dei Volontari di Medici Senza Frontiere di Bergamo. L’inaugurazione della sala del Lazzaretto in Piazzale Lodovico Gioisis, 6, è in programma giovedì 17 maggio.

L’evento si aprirà con la presentazione di Gabriele Eminente, direttore generale di MSF, a cui seguiranno le presentazioni dei volontari e di alcuni operatori umanitari bergamaschi che sono stati, tra le altre missioni, in contesti di emergenza come Siria, Iraq, Afghanistan, Bangladesh. Sarà presente anche Maria Carla Marchesi, l’assessore alle Politiche sociali di Bergamo per i saluti istituzionali.

“Ricordo ancora la paura di abbandonare la scrivania e il posto fisso da ingegnere informatico e la grande emozione della prima partenza. È stato solo sull’aereo che ho capito che il mio sogno si stava realizzando e ho sentito tutta la responsabilità di indossare la maglia di MSF. Soprattutto quando una persona accanto a me ha detto ‘voi operatori umanitari siete degli angeli’, ma in realtà io non mi sento un angelo. Dopo quella missione non ho più smesso di partire e ho lavorato in paesi in guerra o instabili”, racconta Andrea Ciocca, bergamasco, capo missione, che lavora con
MSF dal 2008, in prima linea in diverse emergenze come Bangladesh, Ucraina, Afghanistan, Pakistan, Iraq, Repubblica Centrafricana, solo per citarne alcune.

“Nel nostro ospedale di Tal Abyad, nel nord-est della Siria, un ragazzo di vent’anni che aveva subito tre amputazioni dopo un’esplosione in casa, coccolava con un solo braccio suo figlio appena nato” racconta invece Diego Manzoni, altro bergamasco, anestesista appena rientrato dalla Siria che ha lavorato con MSF anche in Iraq, Yemen, Afghanistan. “Nell’enorme dolore, un simbolo di speranza per continuare a prenderci cura gli uni degli altri, tenendo vivo un istinto che accomuna tutti noi”.

Oltre ad Andrea Ciocca e Diego Manzoni, saranno presenti anche tre infermiere bergamasche: Daniela Oberti che ha lavorato in Niger, Libano, Somalia, Grecia, Repubblica Democratica del Congo, Silvia Mandelli con esperienza in Congo, Guinea ed Etiopia e Veronica Pagani che è stata in Malawi. “Ci recavamo nei villaggi e nelle scuole per sensibilizzare la popolazione con attività specifiche. Lavorare al fianco dello staff nazionale è stato incredibile. Ho trovato persone motivate e competenti che hanno passato più di un anno in luoghi colmi di disperazione, vedendo morire anche parenti, amici e colleghi senza perdere mai la capacità di sorridere ogni giorno ed operare per il bene comune. È stato un privilegio per me”, racconta Silvia Mandelli, infermiera bergamasca, della missione Ebola in Guinea del 2015.

Completeranno la serata, le letture dal libro “Lettere senza frontiere” con le testimonianze degli operatori di Medici Senza Frontiere che saranno interpretate e messe in musica da Giovanni Corrà, Rafaele Russi e Veronica Varesi Monti.

Infine, saranno a disposizione alcuni visori a 360° attraverso i quali sarà possibile immergersi nelle drammatiche condizioni di chi è costretto a fuggire da guerre, epidemie e catastrofi naturali, dagli estenuanti viaggi via terra e via mare che dalla Siria portano in Grecia e lungo i Balcani fino alle baracche fatiscenti dei campi profughi del Sud Sudan.

Verrà allestita anche la mostra “Con gli occhi di Medici Senza Frontiere” che ripercorre – attraverso foto di importanti fotografi e voci di operatori e pazienti – alcune tappe della storia di MSF, offrendo uno spaccato sull’azione ma anche sulle sfide e i dilemmi affrontati dall’organizzazione.

Nel corso della serata verrà presentata anche la nuova campagna per i 25 anni di MSF Italia #Umani che rimette al centro l’essenza del gesto umanitario attraverso cinque emozioni che accomunano tutti gli esseri umani, medici, pazienti, ogni singolo individuo in ogni ambito della società. È anche un convinto invito all’opinione pubblica per riscoprire il naturale istinto all’aiuto e alla solidarietà, dai contesti di crisi alla nostra quotidianità. Per tutto l’anno, MSF la racconterà attraverso le testimonianze dei propri operatori umanitari, eventi sul territorio, iniziative online e nelle scuole. Perché le persone appartengono tutte a un unico genere: quello umano. www.msf.it/umani

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