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Percassi “passa” il Casinò a Qc Terme? È polemica

L'opposizione solleva il caso: "Su un tema così delicato necessaria maggiore condivisione da parte dell'amministrazione". Il sindaco: "Ipotesi al vaglio, ma bisogna coniugare l'interesse pubblico con quello privato"

Un bene pubblico, un gioiello architettonico come il Casinò di San Pellegrino, può diventare l’ala di un centro termale privato?

È la domanda che si pone il gruppo d’opposizione “SorGente” di San Pellegrino Terme, che attraverso una nota pubblicata sul proprio sito ha sollevato la questione, scatenando il dibattito e il botta e risposta con l’amministrazione comunale. Un’ipotesi al vaglio – come confermato dal sindaco Vittorio Milesi – che riguarda da vicino l’opera dell’architetto milanese Romolo Squadrelli: uno dei simboli della Valbrembana, tra le maggiori espressioni dello stile liberty.

L’attacco della minoranza

“Che il gruppo Percassi non avesse firmato la convenzione con il Comune per la gestione del Casinò lo avevamo denunciato già a maggio dello scorso anno – rivendica l’opposizione -. I mesi passano, ma la concessione continua a non essere sottoscritta. A marzo, poi, dopo una nostra interpellanza, ci viene prospettata l’ipotesi di un allargamento del Centro Termale agli spazi del Casinò”.

L’attenzione si sofferma anche sugli ultimi lavori annunciati dal Gruppo Percassi, al momento bloccati a causa dei ritardi per la variante di Zogno. Come l’Hotel Terme (l’albergo 4 stelle sul sito del vecchio impianto di imbottigliamento) e il resto del progetto che prevede un’area residenziale da cento appartamenti e un centro commerciale con i prodotti alimentari della valle.

“In barba agli accordi e alle promesse i lavori non sono ancora partiti – osservano dall’opposizione -. Il Gruppo Percassi può forse permettersi di non rispettare gli accordi, fare il bello e cattivo tempo mentre l’amministrazione sta a guardare? E ora, anche gli spazi del Casinò verranno inglobati nel Centro Termale? Su un tema così delicato e d’interesse generale – concludono – sarebbe auspicale una maggiore condivisione e non una discussione limitata a pochi soggetti”.

La risposta dell’amministrazione

Una replica non è tardata ad arrivare. “Le minoranze stravolgono la realtà dei fatti – si legge in una nota firmata dal sindaco Milesi -. È risaputo che il Casinò, storicamente un peso insostenibile per le casse del Comune di San Pellegrino Terme, è stato dato in concessione al Gruppo Percassi per 30 anni”, scrive il primo cittadino prima di sintetizzare quel che la concessione prevede, ovvero: il pagamento di un canone annuo al Comune di euro 105.597,24 (canone soggetto a rivalutazione Istat); il pagamento di un canone integrativo annuo al Comune di euro 94.042,24 per 20 anni a copertura della restituzione del 50% del finanziamento concesso da Regione Lombardia per la ristrutturazione del teatro del Casinò; la possibilità di utilizzo gratuito da parte del Comune per 10 giornate della struttura del Casinò e dell’annesso teatro e l’apertura al pubblico del Casinò per l’organizzazione di visite guidate.

“Pur non essendo ancora sottoscritta la concessione – ammette Milesi – il Gruppo Percassi ha sempre corrisposto per la gestione della struttura i canoni e assicurato l’utilizzo del Casinò con le modalità e nei termini ricordati. L’ipotesi prospettata dell’allargamento del Centro Termale al complesso del Casinò, avanzata nei tempi recenti e che il concessionario Gruppo Percassi deve condividere oltre che con QC Terme anche con il Comune consentirebbe di incrementare ulteriormente in modo consistente le presenze alle Terme, negli attuali spazi ormai saturi e nel contempo garantirebbe l’apertura quotidiana del complesso del Casinò”.

La proposta è dunque oggetto di studio e di valutazione delle parti, “ma come per ogni scelta importante vanno attentamente ponderati gli aspetti positivi e quelli problematici, coniugando l’interesse pubblico con quello privato – aggiunge Milesi -. Nessun regalo, ma discussioni ancora in corso su alcuni aspetti per trovare, insieme ai soggetti che hanno sottoscritto l’Accordo di Programma (Regione Lombardia e Provincia di Bergamo, ndr) soluzioni positive e condivise nell’interesse di San Pellegrino Terme”.

Una situazione in divenire, nell’attesa che convenzioni e accordi non sviliscano uno scrigno dell’arte liberty.

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