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“Chiede anticipi ai clienti poi non lavora”: avvocato rischia una condanna a 4 anni

Secondo l'accusa si sarebbe fatto consegnare da alcuni clienti anticipi in denaro per portare avanti le cause, senza poi muovere un dito e arrivando addirittura a mostrare atti giudiziari falsi

Rischia una condanna a quattro anni di carcere Diego Pezzotta, 47 anni, di Ranica, avvocato del foro di Bergamo attualmente sospeso dall’Ordine. Secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Lucia Trigilio si sarebbe fatto consegnare da alcuni clienti degli anticipi in denaro per portare avanti le cause, soprattutto nel settore civile, senza poi muovere un dito e arrivando addirittura a mostrare atti giudiziari falsi come prova del lavoro, in realtà mai svolto.

Tra i 13 episodi contestati, il caso più clamoroso è quello di una coppia alla quale l’avvocato Pezzotta aveva assicurato di aver provveduto alla conversione del pignoramento della loro abitazione. Conversione che, però, non era mai stata effettuata, con la conseguenza che i proprietari erano stati costretti a vendere l’immobile per scongiurare che finisse all’asta.

L’imputato è addirittura arrivato a confezionare una falsa sentenza del giudice civile grazie alla quale due suoi clienti, soci di una ditta, avrebbero potuto porre all’incasso un credito da 123mila euro vantato nei confronti di un loro debitore, senza aver mai neppure avviato la causa. Le parti offese si presentarono in tribunale convinte di poter esigere la somma, incontrando l’assoluta sorpresa del giudice e del cancelliere, le cui segnalazioni sono finite agli atti dell’inchiesta contro il legale.

Per questo al termine della requisitoria di lunedì 7 maggio il pm Trigilio ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per il 47enne, accusato di una serie di falsi e di truffe. Pezzotta, che non si è mai presentato in aula, attraverso il suo difensore, l’avvocato Manlio Zampetti, ha consegnato al giudice Gaetano Buonfrate una lettera in cui si scusa di quello che ha fatto, affermando che nel periodo dei fatti contestati, tra il 2012 e il 2015, aveva gravi problemi familiari. Secondo quanto riportato, si era separato dalla moglie e una figlia se n’era andata via di casa.

Il processo riprenderà l’11 luglio con le richieste delle parti civili e l’arringa della difesa. Poi il giudice Buonfrate emetterà la sentenza.

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