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Olmi e il ‘no’ alla vendita di Casa Suardi, Tentorio: “Non potevo non ascoltarlo”

L'ex sindaco di Bergamo ricorda il grande regista bergamasco con un aneddoto che li riguarda entrambi da vicino: "La sua autorità mi convinse a fare un passo indietro"

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“Un sindaco deve avere delle idee, ma anche saper tener conto di quelle degli altri. Specialmente se queste provengono da uomini di grande sapere”. Franco Tentorio, ex sindaco di Bergamo in carica dal 2009 al 2014, ricorda il grande regista bergamasco Ermanno Olmi scomparso il 7 maggio 2018 all’età di 86 anni con un aneddoto che li riguarda entrambi da vicino.

Parliamo della vendita di Casa Suardi, in piazza Vecchia. Uno dei gioielli di Città Alta: “Non venderlo è stato un sacrificio oneroso per la città, perché erano gli anni del patto di stabilità e il Comune aveva 100 milioni di euro bloccati a Roma – commenta Tentorio -. Oggi buona parte sono stati sbloccati e questa, lasciatemelo dire, è stata una delle fortune del mio successore”, vale a dire l’attuale sindaco Giorgio Gori.

Quando sedeva sulla poltrona più alta di Palazzo Frizzoni, Tentorio aveva inserito Casa Suardi nei beni da vendere per una cifra compresa tra i 7 e i 9 milioni di euro: “La mia era una convinzione in buona fede, che fu contrastata anche da un gruppo di cittadini con una raccolta firme”, ricorda Tentorio. Tra questi anche Ermanno Olmi. “Non potevo non tenere conto della sua posizione – ammette l’ex sindaco -. La sua autorità mi convinse a fare un passo indietro. Dopotutto stiamo parlando di uno delle più grandi personalità bergamaschi di tutti i tempi, forse il più grande del nostro tempo. La sua scomparsa ha reso tutti noi un po’ orfani”.

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