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“Don Milani, rivoluzionario come il Che”: a Verdello spettacolo con le sue lettere

Già in scena a Sarnico e a Nembro, sarà presentato sabato cinque maggio, ore 21, al Teatro Stalla, in occasione dell'inaugurazione dell'istituto comprensivo dedicato al sacerdote rivoluzionario

Inizia ufficialmente la stagione del Teatro Stalla 2018 con molte iniziative. Ad aprire le danze sarà “I care – La figura di Don Milani”, spettacolo dedicato al celebre prete di Barbania, Don Milani.

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Lo spettacolo, già in scena a Sarnico e a Nembro, sarà presentato sabato cinque maggio, ore 21, al Teatro Stalla di Verdello, in occasione dell’inaugurazione dell’istituto comprensivo dedicato al sacerdote rivoluzionario.

Lo spettacolo, promosso dall’assessorato alla cultura di Verdello, prenderà le forme di un reading teatrale musicale. Una veste che ben si presta al racconto di un uomo che a cinquantuno anni dalla morte fa ancora parlare di sé. Don Milani riposa nel piccolo paese di Barbania e a distanza di tanto tempo rimane vivo e diffuso il suo insegnamento. “I care, mi interessa, ho a cuore”: un messaggio rivolto a tutti, cattolici e non, un invito a non essere mai indifferenti alle sofferenze e alle gioie.

“Quella di Don Milani fu una vita scomoda ma illuminata”, la definisce Walter Tiraboschi, attore e regista dello spettacolo. ““I care” sarà il punto di partenza da cui lo spettatore dovrà partire – prosegue – non è possibile esaurire il discorso su Don Milani in un solo spettacolo”.

“Cerchiamo di raccontarlo a chi non lo conosce, o lo conosce solo superficialmente. Abbiamo giocato intrecciando letture che raccontano di Don Milani con alcune canzoni di Lorenzo Monguzzi, che ci aiutano a meditare e a comprendere meglio la gigantesca figura del Priore di Barbania”, conclude Tiraboschi.

Don Milani ha lasciato un segno indelebile nella storia della Chiesa cattolica. Solo i veri rivoluzionari possono andarsene da questo mondo e rimanere vivi nelle menti dei posteri. Don Milani viene affiancato ad altre grandi figure come quelle di Ernesto Che Guevara e del pugile Muhammad Alì. “La cosa che li accomuna è il coraggio della coerenza – commenta Lorenzo Monguzzi – Oggi faccio fatica a identificare persone simili, non tanto per la grandezza di ciò che si fa, ma per l’atteggiamento con cui si opera. Solitamente si è più portati ad accodarci alla massa. Don Milani, invece, ha avuto la forza per seguire le proprie convinzioni”.

“Lui, il Che e Cassius Clay hanno avuto vite completamente differenti, ma si sarebbero piaciuti se si fossero conosciuti”, conclude il cantautore. E probabilmente sarebbe potuta nascere una profonda amicizia tra il Priore di Barbania e Cecco il Mugnaio, protagonista di una meravigliosa canzone dei Mercanti di Liquore, scritta da Lorenzo Monguzzi. Cecco, come Don Milani, ha passato l’esistenza ad andare contro corrente, a non piegarsi mai ai potenti, a camminare a testa alta, inscalfibile grazie alla forza del proprio credo.

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