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Zeinab, 22 iraniana, si veste da uomo per entrare allo stadio: “Mi hanno picchiata, ma io continuerò a lottare per la parità dei sessi”

Tramite i social la nostra Magda è riuscita a contattare e intervistare Zeinab, la ventiduenne iraniana che, per seguire la sua passione calcistica, si è travestita da uomo per poter assistere alla partita, pagandone il prezzo con la giustizia....

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Tramite i social la nostra Magda è riuscita a contattare e intervistare Zeinab, la ventiduenne iraniana che, per seguire la sua passione calcistica, si è travestita da uomo per poter assistere alla partita, pagandone il prezzo con la giustizia….

La storia di Mulan la conosciamo tutti ma, probabilmente, quella di Zeinab no.

Zeinab è la perfetta incarnazione della favola contemporanea (e di una storia triste), la nuova Mulan 2.0 che fa della forza interiore e del coraggio i valori intorno ai quali tessere la sua trama. Zeinab è una ventiduenne iraniana appassionata di calcio sin da quando aveva 3 anni e, in particolare, alla squadra di Persepolis. Così come nell’antica Cina, anche nell’attuale Iran non tutti gli spazi pubblici sono accessibili in egual misura per entrambi i sessi.

Zeinab infatti ci spiega che, a causa di una legge entrata in vigore conseguentemente alla rivoluzione iraniana del ’79, è severamente proibito alle donne fare ingresso in uno stadio di calcio.

“Sei anni fa – ci racconta in un’inedita intervista che siamo riusciti ad ottenere tramite i social – ho deciso di non rispettare queste cattive regole e sono riuscita ad aggirare il sistema entrando nello stadio truccandomi e travestendomi da uomo”. Il suo sogno, quello di guardare dal vivo un match di football, non era mai stato così palpabile.

Un sogno che però ha dovuto pagare a caro prezzo.

“Sono stata arrestata dalla polizia, mi hanno picchiata, insultata e mi hanno offesa, ma sai una cosa?! Io non mi arrenderò mai, continuerò a combattere fino a quando non raggiungerò il mio scopo: la perfetta uguaglianza tra uomini e donne. Sono stata in prigione un intero giorno, mi hanno arrestata alle 9 di mattina e solamente dodici ore dopo mi hanno dato da bere e da mangiare, ero assetata e affamata. Secondo il loro modo di vedere sto arrecando una grandissima offesa nei confronti del Paese solamente per il fatto che sto incoraggiando le donne a ribellarsi e a cambiare il modo di vedere le cose”.

Le sue parole sono toccanti, dalla sua testimonianza traspare in continuazione un’infinita forza. Il suo racconto scivola coraggiosamente da un episodio all’altro. La determinazione di una ragazza che si è messa letteralmente in campo non per se stessa ma per tutte le donne ci tocca profondamente il cuore. Una ventiduenne che ha messo più volte a repentaglio la sua vita per un valore bellissimo e intoccabile, l’uguaglianza, che purtroppo troppo spesso viene calpestato e buttato via dagli esseri umani. La lotta di Zeinab è stata definita dai giornali locali come una vera e propria disobbedienza civile che ha il bellissimo scopo di scalfire delle leggi impari che non hanno nulla a che fare, come ci ricorda la stessa ragazza, con il “vero Iran”.

zeinab

Il suo tentativo è quello di sgretolare il confine tra quelle che vengono definite delle attività prettamente maschili e quelle considerate di esclusivo appannaggio femminile; perché infondo: chi lo dice che il calcio debba essere per forza uno sport dedicato solo ed esclusivamente agli uomini?!

“Le donne in Iran subiscono delle violente pressioni, in continuazione. Ci è stato sottratto il semplice diritto di entrare in uno stadio. L’Hijab è obbligatorio. Non abbiamo il diritto di divorziare dopo il matrimonio e se un uomo decidesse di farlo, i figli verrebbero sottratti alla madre. Un uomo può avere addirittura quattro mogli nello stesso tempo ma una donna ovviamente no. Vedi, il codice penale iraniano prevede la lapidazione per una donna che abbia avuto rapporti sessuali con un uomo che non sia il marito. Spero che i diritti tra uomini e donne diventino eguali. Vorrei cancellare tutto questo. Vorrei vivere in un mondo che non mi obblighi a essere ciò che non sono: un essere inferiore”.

Ciò che ci auguriamo è che Zeinab riesca a salvare l’Iran, così come il suo alter ego fece per il proprio Paese orientale; intanto rimaniamo vicini a una ragazza così umile ma allo stesso tempo molto determinata che dopo l’intervista su Instagram ci ha addirittura ringraziati per aver dato voce a tutte le donne iraniane. #ZeinabSiamoConTe.

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