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Chi vive in Città Alta? Sempre meno giovani e coppie con figli, più single (ma sono anziani) - BergamoNews
Lo studio

Chi vive in Città Alta? Sempre meno giovani e coppie con figli, più single (ma sono anziani)

Diminuiscono giovani e le coppie con figli, aumentano le famiglie mono nucleo: sono questi alcuni dati emersi da uno studio su Città Alta svolto da Associazione Nazionale Centri Storico – Artistici (Ancsa) in collaborazione con Comune di Bergamo

Diminuiscono giovani e le coppie con figli, aumentano le famiglie mono nucleo: sono questi alcuni dati emersi da uno studio su Città Alta svolto da Associazione Nazionale Centri Storico – Artistici (Ancsa) in collaborazione con Comune di Bergamo ed esposto nella mattinata di giovedì 3 maggio a Palazzo Frizzoni, dove erano presenti il sindaco Giorgio Gori, gli assessori alla riqualificazione urbana Francesco Valesini ed alla mobilità Stefano Zenoni, e Marika Fior, membro del consiglio direttivo di Ancsa.

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Lo studio, nato in vista della progettazione del nuovo piano particolareggiato del quartiere storico e parte di una ricerca più ampia su altri centri storici italiani, analizza dati riguardanti l’intervallo storico 1987 – 2015, confrontando dati strettamente legati a Bergamo Alta con altri riguardanti le altre zone della città su temi socio – economici come popolazione residente, tipologia di famiglie, ma anche turismo ed accessibilità urbana.

“Analizzando il caso di Città Alta si più notare come negli ultimi trent’anni, a differenza di altri quartieri cittadini, la presenza di anziani rimanga sempre costante, mentre si osserva un calo nelle fasce d’età 20 – 34 anni e 34 – 49 anni, quelle che noi definiamo con i termini “giovani adulti” ed “adulti” spiega Marika Fior.

Altro fenomeno riscontrato nella parte alta della nostra città riguarda le famiglie che, oltre a diminuire del 24%, modificano la propria tipologia in linea con la tendenza nazionale, come sottolinea la rappresentante di Ancsa: “Nel 2015 in Italia il 65,5 % delle famiglie era composto da un solo nucleo famigliare (una coppia o un nucleo famigliare mono – genitoriale), un dato che mostra un fenomeno in crescita negli ultimi vent’anni e che si presenta anche in Città Alta, dove dal 1991 al 2015 le coppie con figli si sono ridotte di 698 unità (-41 %), mentre quelle senza nucleo (persone sole) sono cresciute di 90 unità (+ 12 %)”.

Altro fenomeno messo in luce dallo studio Ancsa è quello del turismo, che ha visto una crescita consistente dei visitatori, visitatori che usufruiscono in maniera minore delle strutture alberghiere, ma che prediligo le strutture extra – alberghiere, come mostrato dal fenomeno AirBnb.

“A partire dal 2015 il turismo a Bergamo ha avuto un grande incremento, in particolare nelle strutture extra – alberghiereMarika Fior –. Ciò dimostra come parte del tessuto edilizio di Città Alta venga messo a disposizione per tale scopo, parte che rispecchia alcune caratteristiche particolari come alloggi medio – grandi che hanno subito ridotti interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica e che vengono posti nei pressi di strutture commerciali di sostegno al turista”.

Alla conclusione dello studio sono state presentate anche alcune riflessioni e strategie da parte dell’associazione in funzione della creazione di un nuovo piano particolareggiato di Città Alta sulle quali si è concentrato il primo cittadino di Bergamo Giorgio Gori: “La ricerca ci ha riportato quanto avevamo richiesto, osservando quanto accade in Città Alta e vedendo quanto è stato già fatto nelle altre città. Sull’accessibilità al centro storico stiamo intervenendo in maniera tale da permettere ai residenti di vivere il quartiere, non dimenticando l’accesso al turismo ed al commercio, ma al tempo stesso non trasformando Bergamo Alta in un centro di svago turistico. Sul tema commercio abbiamo introdotto un nuovo regolamento che ponga alcune restrizioni al fenomeno della merceologia legata al turismo e che favorisca la sopravvivenza delle attività di vicinato, mentre nuova questione è quello della scelta di locare appartamenti a scopo turistico, situazione che da assessore al commercio sto studiando così da permettere ai residenti di continuare a vivere in Città Alta, senza snaturare la residenzialità”.

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