BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“Scribo ergo sum”: tutti i vincitori del concorso letterario studentesco

Sono stati in totale 75 i racconti che hanno partecipato al concorso, provenienti da scuole differenti della bergamasca che, con la loro immaginazione e bella scrittura, hanno dato vita a racconti tutti legati dal tema dell'edizione 2017/2018 del concorso: “In&Out. Storie diverse.”

Più informazioni su

2° premio giuria tradizionale

25 – Frammenti, di Hera Arshad, Liceo Classico Simone Weil, classe 5A

Silenzio.
Nessun rumore di acqua che scorre nella doccia, nessun borbottio da parte della caffettiera, la radio tace.
Quasi ironicamente, un tenue raggio di sole filtra tra le tende socchiuse, illumina la stanza, arcobaleno di speranza su un campo di guerra.
A stento trattieni una risata, o forse ti sforzi di prendere una boccata d’aria per ricordarti che hai ancora un respiro bocca naso polmoni cuore.
Stringi freneticamente la tazza che tieni tra le mani, il tepore del the ormai dissipatosi tra il freddo della casa, della tua vita.
Lo guardi.
I suoi occhi sono già lì che ti aspettano, pronti a incontrarti, ad accoglierti, come hanno sempre fatto da due anni a questa parte.
La sua voce mormora qualcosa ed è in quel momento che vieni riportato alla realtà.
“Te lo riscaldo” ripete di nuovo.
Scuoti la testa.
Vieni qui, abbracciami, stringimi, scalda me, non vedi quanto freddo fa ora?
Scuoti la testa e taci.
Sapevi che quel momento sarebbe arrivato, ma nessuna consapevolezza ti avrebbe mai potuto preparare abbastanza.
Taci e ti limiti a fissare quel ragazzo mulatto in piedi di fronte a te, quel ragazzo per cui sei andato contro tutto e tutti.
Gli avevi stretto la mano in quella piovosa serata estiva, gli avevi promesso che niente si sarebbe mai potuto mettere tra di voi. E poco importava se la sua pelle scura faceva sembrare ancor più bianca la tua, poco importava se a volte il suo accento buffo storpiava il tuo nome, poco importava se tu bevevi il the zuccherato ogni mattina e lui il caffè nero.
“Senza di te non ho un senso”. Te lo ricordi quel mormorio appena udibile, un segreto sussurrato nel mezzo della notte dopo l’ennesimo litigio con la madre che lo rivoleva a casa con sé, convinta si trattasse solo di un momento di confusione.
E quel senso ora dov’è?
Lo guardi e ti perdi per l’ennesima volta nelle sue iridi dorate. Non c’è mai stata età, lingua, colore, religione, genere tra di voi. Niente a parte voi. Le vostre anime si sono incontrate, accarezzate, amate ancor prima che la ragione e i suoi pregiudizi potessero impedirlo.
Aveva ricambiato la stretta della tua mano, quella sera, e non l’aveva più lasciata andare, almeno fino a quel momento.
Un sorriso amaro incrina il tuo volto.
“Ti sei arreso”. Tre parole, e in un attimo nessun sole sta più riscaldando la camera. I suoi occhi tremano, si incupiscono, si chiudono. Una scrollata di spalle, la rassegnazione di fronte alla bruta realtà.
Insieme eravate un paradosso; anche per fare la spesa avevate idee diverse, per questo preferivate andare al supermercato sotto casa da soli. O forse era una scusa per evitare gli sguardi della gente, i sorrisi delle signore a disagio, i commenti sprezzanti dei bigotti.
Nessuno vi ha mai capiti, ma tu capivi lui, lui capiva te. E ora tu non capisci più niente.
Non è giusto non è giusto non è giusto
Lo ripeti come un mantra nella tua testa, speri che qualunque dio ti stia guardando riporti quel ragazzo vicino a te, con te.
Non è giusto non è giusto non è giusto
Ti chiedi dove andrà; la famiglia lo ha disconosciuto – “Sei tu la mia famiglia” ti ripeteva per non farti sentire in colpa e rassicurarti – e da poco lo hanno licenziato al bar perché “i clienti non si sentono a loro agio di fronte a uno straniero”.
Ma quale straniero?
Abbassi lo sguardo sulle sue mani, su quelle dita scure e affusolate che per notti intere hanno sfogliato e studiato e vissuto libri per ottenere il massimo dei voti, per una laurea che poi non è valsa a niente perché chi mai vorrebbe un professore nero e per giunta omosessuale?
Non è giusto non è giusto non è giusto
Trattieni il respiro questa volta (– o forse hai proprio smesso di respirare?) e di nuovo cerchi di ricordarti che sei qui, che hai bocca naso polmoni cuore, anche se tutto sembra morire intorno a te, dentro di te, con te.
Non è giusto.
Nessuno vi ha mai capiti, se non il vostro amore; i vostri cuori sono un tutt’uno, i vostri battiti sono sincronizzati; nessuna differenza dentro la vostra casa, nessuno schema da rispettare, nessun’imposizione da sopportare.
Non è giusto.
Forse un giorno vi ritroverete, forse un giorno diventerà più facile vivere costantemente sotto il peso dei giudizi di totali sconosciuti, o forse un giorno si smetterà di giudicare e tornerà il silenzio.
Silenzio.
La cerniera della giacca che si allaccia velocemente, il fruscio del borsone che viene spostato dalle lenzuola del letto sfatto, un singhiozzo malcelato.
E improvvisamente c’è solo troppo rumore, rumore, rumore e caos e guerra e morte e vorresti urlare, dirgli che non è troppo tardi, che potete fare la differenza, che non ti serve essere accettato dagli altri se hai lui al tuo fianco. Ti guarda, scuote la testa; perché prolungare quei saluti? Ha già preso la sua decisione. Ti si avvicina, il suo profumo t’invade un’ultima volta le narici, le sue labbra sfiorano le tue, indugiano qualche secondo ed eccolo di nuovo il sole che ti bacia l’anima, ti scalda, ti rassicura.
E lo sai. Lo sai mentre lui si gira e non puoi fare altro che guardargli la schiena e lo sai mentre esce dalla stanza, dalla vostra casa, dalla tua vita, e lo sai quando sbatte la porta d’ingresso ed è di nuovo inverno.
Lo sai che non tornerà più, perché certi sguardi, certi insulti ti feriscono così nel profondo da obbligarti a negare te stesso. E lo sai che è per lui, per lui che si è arreso che dovrai continuare a combattere per entrambi, per il vostro amore. E combatterai per le vostre voci fuori dal coro, per le vostre voci uguali al coro.
Non è giusto, ma forse prima o poi le cose cambieranno.
Forse prima o poi sarà giusto e tornerà la primavera.

© Riproduzione riservata

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.