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“La Chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata” alla Fiera dei Librai

È possibile riformare la Chiesa? È la domanda che Marco Marzano, docente universitario ed autore del volume "La Chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata" edito da Laterza, cercherà di rispondere in un incontro alla 59ª Fiera dei Librai.

È possibile riformare la Chiesa? È la domanda che Marco Marzano, docente universitario ed autore del volume “La Chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata” edito da Laterza, cercherà di rispondere in un incontro alla 59ª Fiera dei Librai.

L’appuntamento è per venerdì 4 maggio alle 17.30 all’ex albergo diurno, sotto i portici di Piazza Vittorio Veneto, 13 a Bergamo.

IL VOLUME
“La Chiesa immobile. Francesco e la rivoluzione mancata”.
Il messaggio spirituale di papa Francesco e soprattutto il suo linguaggio rappresentano novità importanti nello scenario religioso globale. Ma il pontefice è stato in grado di riformare la Chiesa e dare inizio a quella grande trasformazione che tanti cattolici e una parte dell’opinione pubblica laica attendevano con trepidazione? In questi primi cinque anni di pontificato, si è parlato di Francesco come di un rivoluzionario, interessato a cambiare radicalmente la Chiesa. È davvero così? I grandi nodi che qualunque riformatore cattolico deve affrontare sono la riforma della Curia, la dottrina morale e della sessualità, il celibato obbligatorio per il clero e il ruolo delle donne. Su ciascuno di questi punti, il libro ricostruisce le istanze di cambiamento e le risposte di Francesco. Il bilancio del papato su tutti questi fronti è decisamente deludente, e del resto riformare la Chiesa è complicato, rischioso e in definitiva inutile: l’organizzazione gode di una salute discreta, almeno fuori dall’Europa; nel vecchio continente, essa soffre di un declino simile a quello di tutte le altre grandi istituzioni religiose. La causa è un processo di secolarizzazione che non può essere arrestato da qualsivoglia riforma. In questa situazione, appare preferibile mantenere intatta la tradizionale fisionomia clericale e centralizzata dell’organizzazione, concentrando l’attenzione, anche mediatica, sui temi sociali ed economici: in questi ambiti, il papa e i gerarchi cattolici non hanno alcuna responsabilità diretta e perciò mai verranno chiamati a rispondere. Un bilancio lucido e controcorrente su una delle figure chiave del nostro presente.

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