Primo maggio, in 4mila a Bergamo: “Cultura della sicurezza da diffondere”
Dal palco di piazza Vittorio Veneto i leader provinciali e regionali della Cisl richiamano all’unità: “Dobbiamo operare insieme, perchè il tema della sicurezza è prioritario. Anche le piccole aziende devono essere incluse nei programmi di formazione”.
Più formazione, più investimenti, più cultura, più consapevolezza da parte di imprese e lavoratori. Più impegno da parte di tutti. Solo così si può davvero pensare di porre un freno alla tragedia quotidiana degli infortuni sul lavoro. L’hanno ribadito con forza, dal palco della manifestazione regionale a Bergamo, i tre leader di Cgil, Cisl e Uil della Lombardia, Elena Lattuada, Ugo Duci e Danilo Margaritella. “Più sicurezza nei luoghi di lavoro” lo slogan scelto per la festa dei lavoratori in Lombardia.
Oltre 4mila persone hanno sfilato per le vie del centro del capoluogo orobico, in questo Primo maggio 2018 che i sindacati hanno voluto dedicare al tema della salute e sicurezza sul lavoro, a un mese esatto dall’esplosione del 1° aprile, giorno di Pasqua, che alla Ecb di Treviglio costò la vita a Gian Battista Gatti e Giuseppe Legnani.
È stato Ferdinando Piccinini, segretario generale CISL Bergamo, ad accogliere le migliaia di manifestanti all’interno di piazza Vittorio Veneto, denunciando “l’urgenza della sicurezza, come purtroppo denota l’aumento del numero di infortuni anche mortali. Le cronache di queste settimane ne rappresentato un’amara testimonianza. Sembra quasi che questo sia un tributo inevitabile, un sacrificio da immolare sull’altare della crescita e dello sviluppo economico e occupazionale. I lavoratori e le lavoratrici in piazza oggi vogliono testimoniare con forza che non è così, che questo è un sacrificio inaccettabile, che le migliaia di infortuni sul lavoro e di morti (nel 2017 oltre 130 nell’avanzata e moderna Lombardia) si devono e si possono evitare”.
“Dobbiamo unire le nostre forze e operare insieme, perché il tema della salute e della sicurezza è prioritario – ha aggiunto il segretario generale della CISL Lombardia, Ugo Duci –. Al primo posto dobbiamo mettere l’impegno, delle istituzioni, delle imprese e dei sindacati, per un vasto ed efficace piano formativo”. “Dobbiamo diffondere in Lombardia e nel Paese la cultura della sicurezza. Ed anche le piccole aziende, a tutti gli effetti, devono essere incluse nei programmi di formazione che la Regione con le parti sociali deve mettere in campo perché solo consapevolezza e cultura di chi lavora può far diminuire infortuni”.
Una missione, quella della diffusione di una maggiore della sicurezza, che la CISL riguarda tutti, nessuno escluso. “Gli stessi lavoratori non possono chiamarsi fuori, devono essere consapevoli della necessità di prevenire gli infortuni. E su questo occorre sostenerli, così come occorre sostenere i nostri Rls, con investimenti mirati e risorse certe per la sicurezza”.


