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Da cinque mesi senz’acqua potabile, i residenti: “Pronti a far causa”

Sono quelli di Cambrembo, frazione di Valleve. Previsto un incontro con il commissario prefettizio, Andrea Iannotta

“Senza acqua potabile da cinque mesi”. È la surreale situazione con la quale convivono i residenti di Cambrembo, piccola frazione di Valleve, 130 abitanti in alta Valle Brembana. La pazienza è giunta agli sgoccioli, ragione che li ha spinti a chiedere un incontro al Commissario prefettizio Andrea Iannotta, arrivato dopo lo scioglimento del Consiglio comunale e la sospensione del sindaco Santo Cattaneo, travolto dall’inchiesta giudiziaria sul comprensorio sciistico Brembo Ski (leggi qui). “In relazione a quanto emergerà – fanno sapere gli stessi residenti – valuteremo se agire per vie legali”.

Una situazione che si trascina ormai dallo scorso inverno, quando durante le vacanze di Natale un avviso affisso ai muri delle case indicava di non sprecare l’acqua poiché il bacino si stava svuotando. Pochi giorni dopo, il 3 gennaio 2018, veniva emessa l’ordinanza che vieta di usare l’acqua per consumo umano ed uso alimentare.

Le conseguenti analisi sull’acqua da parte dell’Ats rilevano livelli batteriologici oltre il limite consentito e impongono di introdurre cloro nel bacino per cercare di disinfettare il più possibile. Nuove analisi vengono poi effettuate verso la metà di febbraio, ma la situazione per villeggianti e residenti non cambia: “Quando si chiedono spiegazioni all’amministrazione si ricevono in risposta solo prese in giro – sostengono gli abitanti -. Il paese è sempre più vuoto, le case sempre meno abitate e l’acqua sempre nella stessa condizione: inquinata, non potabile e senza una soluzione di utilizzo”.

Dopo le analisi eseguite da una società privata di Gorle che indicano l’assenza di batteri, il 26 marzo viene emessa l’ultima ordinanza (attualmente in vigore) che impone di bollire l’acqua per almeno cinque minuti prima di procedere all’utilizzo.

“È passata Pasqua, la gente che era solita trascorrere le vacanze nel piccolo paesino di montagna ha dovuto rinunciare o attrezzarsi con riserve di acqua potabile provenienti da altri paesi – commentano i residenti -. Ad aprile la neve si è sciolta, l’acqua non è ancora potabile e l’ordinanza di bollitura è ancora in vigore”.

Dissenteria e nausea avrebbero accompagnato tante persone che hanno passato le vacanze di Natale nella frazione di Valleve: “Occorre attrezzarsi con bomboloni di acqua e cassette di bottiglie per trascorrere qualche giorno in montagna – concludono – oppure continuare a bollire l’acqua che scende dai rubinetti, aumentando così il consumo di gas”.

Dal Comune fanno sapere che la situazione è sotto osservazione e si sta studiando un modo per intervenire: il Commissario incontrerà il prima possibile le persone che hanno chiesto udienza.

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