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"Prima Bergamo, alle sagre estive utilizzate prodotti locali" - BergamoNews
Valli orobiche

“Prima Bergamo, alle sagre estive utilizzate prodotti locali”

L'appello di Slow food in vista delle sagre che prenderanno il via nei prossimi giorni. Un modo per favorire il territorio, soprattutto in tempi di crisi, e mantenere le tradizioni

“Alle sagre estive utilizzate prodotti locali”. Questo in sintesi l’appello lanciato da Slow Food Valli Orobiche in vista delle sagre che prenderanno il via nei prossimi giorni. Un modo per favorire il territorio, soprattutto in tempi di crisi, e mantenere le tradizioni. Ecco il comunicato:

“Da tanto tempo si discute sul proliferare delle feste popolari ed in particolare delle mense organizzate nel loro contesto. A gestire queste mense sono solitamente associazioni di volontariato, oratori, parrocchie, gruppi organizzati.

Chiariamo subito che non abbiamo nulla contro il volontariato, noi stessi apparteniamo ad associazioni no-profit, ma è palese che alcune di queste forme di gestione, soprattutto quando perdono il carattere occasionale e saltuario, possono costituire una forma di concorrenza sleale nei confronti delle varie realtà di ristorazione presenti sul territorio. Ma quel che è peggio è che gli avventori ed i turisti s’illudono che in una festa di paese si degustino prodotti del territorio in coerenza alla cultura gastronomica tipica del luogo, lontano dalla logica del mercato globale. Non sempre è così. Spesso chi gestisce la somministrazione nelle feste popolari chiede preventivi a ditte di distribuzione alimentare e sceglie l’offerta più bassa, in barba alla qualità ed alla provenienza dei prodotti. Così accade che la polenta sia fatta con farine che provengono da produttori industriali di tutt’altro luogo, o che il formaggio cotto alla piastra arrivi dalla Slovenia, o che il vino sia quasi sempre sfuso e ne sia sconosciuta la provenienza.

Il fatto è che queste feste nelle nostre Valli nel loro insieme muovono decine di migliaia di persone, contribuiscono a creare l’immagine del territorio, muovono capitali importanti che noi stimiamo nell’ordine di quattro milioni di euro: immaginiamo quale ricaduta economica ci potrebbe essere per i produttori agroalimentari della valle se gli organizzatori decidessero di acquistare ed utilizzare i prodotti locali!

La politica come il cibo dovrebbe essere Buona, Pulita e Giusta, dovrebbe essere prodiga di buone idee e progetti, esempio di rettitudine e capace di produrre benefici al proprio territorio, ai suoi abitanti ed alle sue realtà produttive; quindi quando una amministrazione locale autorizza, sponsorizza o finanzia queste feste, sagre o mostre mercato ha l’obbligo morale di imporre e di controllare che nel corso di queste manifestazioni vengano usati esclusivamente prodotti del territorio. Spesso invece le aziende agricole del territorio sono solo comparse a margine della manifestazione mentre nel vicino punto di ristorazione vengono somministrate enormi quantità di prodotti senza identità.

Il sistema di mercato globale ha realizzato la massificazione delle produzioni ed è il principale responsabile del disastro dell’economia agricola italiana e quindi anche delle nostre Valli: a livella nazionale le azienda agricole sono diminuite nel decennio dal 1990 al 2000 di 775.000 unità, dal 2000 al 2010 di altre 443.000 ed in questi ultimi sette anni si stima un’ulteriore diminuzione del 15%. (dati ISTAT)

È chiaro che ciascuno di noi, per la sua parte può contribuire ad attenuare questo disastro. Dobbiamo imparare a conoscere per poter scegliere e far sì che non siano altri a scegliere ciò che consumiamo. Se non conosciamo il cibo che mangiamo, se non conosciamo il percorso virtuoso del fare cibo in modo sostenibile, se non conosciamo i prodotti ed i produttori del nostro territorio, mangiamo ciò che altri a noi sconosciuti scelgono di farci mangiare. Dobbiamo imparare a conoscere il lavoro di chi la terra la ama e la rispetta come fonte di vita, di chi rispetta l’ambiente e produce seguendo i ritmi delle stagioni, di chi salvaguarda la biodiversità e tutela la nostra salute e quella del pianeta. Ogni cittadino può contribuire a fare cibo in modo naturale e sostenibile scegliendo i prodotti del suo territorio, per mantenere viva la propria cultura enogastronomica, per promuovere l’economia del proprio territorio e per trasmettere alle future generazioni il sapere di coloro che ancora producono con grande rispetto per i propri simili e per la terra sulla quale vivono e dalla quale traggono sostentamento. Il prodotto sconosciuto non ha storia, ha un’etichetta che elenca gli ingredienti, il piccolo produttore locale ci può invece raccontare la storia dei suoi prodotti, come nascono, come sono fatti e come evolvono, come li possiamo mangiare o trasformare in piatti gustosi.

L’occasione migliore per far conoscere e promuovere i prodotti del nostro territorio sono proprio le nostre contrade. I promotori dei prodotti e delle tradizioni locali siamo noi stessi, le associazioni, gli amministratori locali che hanno scelto di lavorare per il territorio e per la sua società.
Le stesse Comunità Montana finanziano e sostengono marchi di qualità e territoriali come ad es. “Prodotti della Valle Brembana”: compete ai propri amministratori ed ai cittadini tutti renderlo vivo, percorribile ed efficace sollecitando anche coloro a cui si concede patrocinio e sostegno.

Ogni scelta implica delle responsabilità: tutti i cittadini devono sentirsi partecipi della valorizzazione e della promozione del proprio territorio, ma in prima fila ci devono essere le associazioni ed i gruppi organizzati, gli oratori, le parrocchie e soprattutto gli amministratori locali che devono dare il buon esempio e per assolvere all’impegno che si sono assunti: amministrare e far crescere il proprio territorio.

Per questo rivolgiamo un appello all’intera comunità delle nostre Valli affinché si rendano interpreti della necessità di salvaguardare il lavoro delle nostre imprese agricole tramite l’acquisto e l’utilizzo dei prodotti agroalimentari del nostro territorio, anche e soprattutto nelle varie manifestazioni pubbliche che si organizzano o si organizzeranno nei prossimi mesi.

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