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Violi: “Non resta che tornare al voto, a meno che Salvini adesso…”

Il consigliere regionale del M5S: "Dopo il voto in Friuli la lega rafforza potrebbe aver la forza di staccarsi da Berlusconi"

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Dario Violi, consigliere regionale lombardo per il Movimento 5 stelle con il quale si era candidato alla presidenza, portando al Pirellone 4 esponenti grillini in più rispetto alla precedente legislatura, concorda con Luigi Di Maio circa la necessità di tornare subito al voto per il Parlamento. “Se le condizioni sono quelle degli ultimi giorni e delle ultime ore è sicuramente il caso di chiedere nuove elezioni al più presto al Presidente della Repubblica – commenta il consigliere bergamasco -. Non si può dire che non le abbiamo provate tutte per dare un governo all’Italia”.

Tutte tutte?

Beh, abbiamo cercato un accordo con la Lega e l’unico veto è stato a Silvio Berlusconi. Abbiamo proposto un contratto di governo con tempi e politiche certi al Partito democratico. Ma abbiamo ricevuto porte in faccia. Il Pd poi ha giocato su due piani: Martina ha aperto, Renzi ha chiuso, dimostrando così di essere completamento inaffidabili.

Lei è davvero sicuro che i rapporti con la Lega di Salvini siano chiusi definitivamente?

Sicuro sicuro no, sarà da vedere cosa succede in questi giorni, perché dalle elezioni in Friuli la Lega è uscita fortemente rafforzata anche nei confronti di Forza Italia.

Si legge però che, per questioni di simbolo, il Carroccio non possa staccarsi da Berlusconi…

Mah, non penso: simbolo e associazione di riferimento sono stati cambiati recentemente.

Ma voi non vi muovete di un centimetro?

Non è vero che noi non ci muoviamo di un centimetro, abbiamo fatto mille passi indietro. Ma è evidente che ognuno dei nostri interlocutori sta cercando di rafforzare il proprio bacino e a nessuno di loro interessa davvero governare il Paese.

Quindi unico veto vero è a Silvio Berlusconi?

Assolutamente sì: siamo irremovibili su questo. Non si può governare e cercare il cambiamento con chi è stato determinante nelle politiche degli ultimi 25 anni. Noi non saremmo credibili se facessimo la rottamazione insieme a Berlusconi.

Quindi… voto a giugno? O più verosimilmente in autunno?

Vediamo. Vediamo cosa succede nei prossimi giorni. Vediamo cosa dice Salvini adesso dopo il voto in Friuli, vediamo se davvero vuole cambiare le cose o se vuole fare un governicchio con Berlusconi e pezzi del Pd.

Perché dice pezzi del Pd?

Perché la mossa di Martina evidentemente serve a mettere sul piatto il proprio gruppetto di parlamentari. E perché il Pd esce disintegrato dalla boria di Renzi.

Lei è contrario a un governo tecnico o di scopo?

Ne abbiamo avuti abbastanza di tecnici o pseudo tali: o diamo all’Italia un governo vero, politico o niente. L’unica possibile apertura può essere a un esecutivo che cambi la legge elettorale costruendone una che assicuri un vincitore certo delle elezioni.

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