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Primo maggio per la sicurezza, un mese fa 2 operai morti a Treviglio: le famiglie attendono risposte - BergamoNews
La ricorrenza

Primo maggio per la sicurezza, un mese fa 2 operai morti a Treviglio: le famiglie attendono risposte fotogallery

Il primo aprile, domenica di Pasqua, l'esplosione del serbatoio alla Ecb in cui morirono Giuseppe Legnani e Gian Battista Gatti, 57 e 51 anni. Indagini in corso per stabilire eventuali responsabilità

Primo maggio per la sicurezza. È lo slogan della Festa dei Lavoratori di quest’anno. Una ricorrenza ancora macchiata da una serie di incidenti sul lavoro, alcuni mortali, che hanno colpito la provincia di Bergamo nell’ultimo anno. Il più grave un mese fa alla Ecb di Treviglio, dove Giuseppe Legnani e Gian Battista Gatti, 57 e 51 anni, hanno perso la vita nell’esplosione di un essiccatoio.

Erano le 10 della domenica di Pasqua. Un giorno di riposo e serenità. Non per i due operai, grandi amici e instancabili lavoratori, molto legati alla fabbrica in cui lavoravano da tanti anni. Dovevano essere reperibili in caso di guasti nell’azienda di via Calvenzano 10, specializzata nella produzione di farine per gli alimenti degli animali.

Legnani e Gatti erano già stati in ditta alle 7 del mattino, anche se non c’era stato ancora nessun allarme, per un normale controllo. Ma non avevano riscontrato nulla di anomalo. Così avevano bevuto un caffè al bar ed erano tornati a casa per festeggiare con i propri cari.

Intorno alle 9.30, però, ricevono la chiamata di un dirigente della Ecb, dopo che alcuni residenti della zona avevano segnalato odore di bruciato nell’aria. Gatti era in giro in auto con il figlio di 10 anni, e l’ha portato con sé, dicendogli di aspettarlo in macchina fuori dalla fabbrica. Insieme a Legnani è entrato nell’area dei serbatoi per le farine. Era in corso un processo di combustione, anomalo. Con loro un terzo collega, che uscì pochi minuti prima della drammatica esplosione dell’essiccatoio 1.

Giuseppe Legnani abitava in campagna a Casirate e aveva due figli, Federico di 22 e Diego di 21. Gian Battista Gatti era padre, oltre che del bimbo di 10 anni in auto con lui quella mattina, anche di Milena di 21. Proprio i loro cari sono in attesa di risposte per capire cosa sia successo e se qualcuno ha responsabilità per lo scoppio che ha rovinato per sempre la loro esistenza.

Il sostituto procuratore Fabio Pelosi, che coordina l’inchiesta, ha iscritto nel registro degli indagati una donna, amministratore delegato e addetta alla sicurezza della Ecb.

Nei giorni scorsi il magistrato è tornato a Treviglio e ha delegato alcuni incarichi di indagine ai carabinieri del comando coordinato dal capitano Davide Onofrio Papasodaro e alla A.s.s.t. (Azienda socio sanitaria territoriale) di Bergamo Ovest.

Gli approfondimenti non riguardano solo l’essiccatoio esploso a causa dell’ingresso di ossigeno nel serbatoio, che non doveva essere aperto. Si sta analizzando l’intero sistema azienda per capire se possano esserci state falle nella sicurezza e nell’organizzazione.

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