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“Intollerabili morti e infortuni sul lavoro”: 1° Maggio a Bergamo in nome della sicurezza foto

In città la manifestazione regionale per la Festa dei Lavoratori: sindacati in piazza per chiedere maggiore sicurezza sui luoghi di lavoro.

“La priorità di tutti deve essere quella di far tornare a casa ogni persona, viva e incolume, dopo un turno di lavoro”: salute e sicurezza al centro delle priorità dei sindacati che martedì 1° maggio a Bergamo hanno sfilato per le vie cittadine per la manifestazione regionale della Festa dei Lavoratori.

Il corteo è partito alle 9.30 da Piazzale Marconi, per terminare in piazza Vittorio Veneto dove hanno preso la parola Ferdinando Piccinini, segretario provinciale della Cisl, e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Elena lattuada, Ugo Duci e Danilo Margaritella. 

Una manifestazione partecipata che ha ruotato attorno al tema principale, purtroppo di grandissima attualità visti i numeri di morti e infortuni sui luoghi di lavoro in questo primo terzo di 2018: esattamente un mese fa, il giorno di Pasqua, l’esplosione alla Ecb di Treviglio in cui morirono Gian Battista Gatti e Giuseppe Legnani. 

Da inizio anno sono già 18 le vittime di infortuni sul lavoro registrate in Lombardia, di cui 4 a Bergamo: se si allarga lo sguardo all’intera Penisola il dato è ancor più impressionante, con 151 vittime ai primi giorni di aprile, in forte aumento rispetto alle 113 dello scorso anno nello stesso periodo di tempo.

Ecco perchè, ora più che mai, in un periodo di ripresa economica, i temi della sicurezza e della salute sono tornati prepotentemente in cima alle priorità delle organizzazioni sindacali: “Si sta verificando, in Lombardia e nel Paese, una intollerabile ripresa degli infortuni e delle morti sul lavoro – sottolineano Cgil, Cisl e Uil – Perchè ancora si investe poco per migliorare la sicurezza dei luoghi di lavoro, si lasciano esposti i lavoratori e le lavoratrici a fattori di rischio senza adeguata formazione e protezione, e anche perchè sono insufficienti i controlli e le sanzioni. Al dolore per chi ha perso la vita sul lavoro si deve unire l’impegno per invertire la tendenza: è più che mai necessario coordinare il complesso delle responsabilità e le diverse attività dei soggetti che operano per garantire la prevenzione e il controllo”.

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