In 10 punti

Dea, il mito continua: cosa rimane post Atalanta- Genoa

1-Cosa rimane di un afoso pomeriggio di fine aprile? Rimangono 3 fondamentali punti in chiave europea che portano la squadra di Gasperini a quota 58 in classifica a tre giornate dal termine della rassegna. In un weekend in cui tutte le rivali vanno a segno(Milan vincente a Bologna, la Samp e la Fiorentina superano nettamente con facilità rispettivamente Cagliari e Napoli) la vittoria dei nerazzurri contro il Genoa assume un peso specifico ancora più importante. E intanto manca una gara in meno da giocare con un punto di vantaggio sui rossoneri e quattro su blucerchiati e viola, mentre il Torino è stato aritmeticamente escluso da una lotta serratissima.

2-Motivazioni diverse all’Atleti Azzurri d’Italia con il Genoa di Ballardini già salvo. E lo si vede sin dall’inizio: partenza arrembante dei padroni di casa che vogliono subito mettere le cose in chiaro e lo fanno con un uno-due micidiale grazie alle reti di Barrow e Cristante. Nella ripresa la Dea cerca di gestire il risultato, anche se l’operazione è più complicata del previsto perché i rossoblu possono contare sugli ingressi di Pandev,Rossi e Veloso che danno peso al reparto offensivo e fanno patire il giusto la retroguardia atalantina che spesso va in inferiorità numerica. Gasperini, acclamato dalla folla, chiede calma con le mani. Il lampo di Ilicic regala la tranquillità a tutto il pubblico anche se nel finale il Genoa prova a riaprirla con una punizione perfetta di Veloso. Nei minuti conclusivi un po’ in affanno la Dea con Rossi che al volo sfiora il montante e un rigore prima assegnato poi giustamente annullato con una “on field review” dal direttore di gara Fabbri.

3- Non si può chiedere a una squadra che toccherà quota 50 partite stagionali di poter spingere per 90 minuti a tutta birra. Le energie vanno gestite e ben bilanciate soprattutto in una finale di stagione così tirato. E l’Atalanta ha scelto di farla iniziando la gara molto decisa, molto forte per mettere in cassaforte il risultato e poi poter controllare con testa e personalità.

4- Prima di passare ai singoli, un grande plauso ancora ai tifosi, come sempre l’arma in più di questa squadra. Una coreografia da sballo sia in Curva Pisani sia in Morosini che hanno colorato l’ingresso sul terreno di gioco delle due formazioni, e poi il solito inestinguibile contributo con cori, incitamenti da parte di ogni angolo dell’impianto di viale Giulio Cesare.

5- Nella sinfonia atalantina ci sono tante note positive da sottolineare. In primis copertina per Barrow, che bruciando in corsa Rossettini da bomber infila Perin sotto le gambe, apre le danze e mette il primo sigillo davanti ai 18.500 dell’ex Comunale. Il gambiano sa lavorare per la squadra, ma vede eccome la porta, la cerca e non esita mai a provarci quasi avesse un’attrazione inscindibile dalla rete. Ha da migliorare gli stop spalle alla porta e nei contrasti ma il ragazzo è un 98′ e si farà anche il fisico. Siamo veramente ai dettagli e se lasciamo fare a Gasperini potrà diventare il nuovo crack dell’Atalanta del futuro. E non è finita qui sicuramente: durante gli ultimi impegni il tecnico piemontese ha sempre convocato qualche giocatore (ieri è toccato ai responsabili del successo di sabato sul Sassuolo, Bolis e Colpani) della primavera di mister Brambilla per far vivere ai ragazzi del vivaio l’emozione della prima panchina in Serie A e per inserirli nel mondo “dei più grandi”.

6- Che esterni! Ottima prova per le corsie laterali orobiche: Castagne mette il turbo e arriva spesso sul fondo mettendo in mezzo insidiosi traversoni e cross, mentre dalla parte opposta Gosens supporta sempre l’azione, dà sempre la soluzione ai compagni. Entrambi macinato chilometri e avendo acquisito tanta fiducia il loro contributo è determinante negli equilibri di questa formazione.

7- Buona prova difensiva, che mostra ancora grande tenuta con un Caldara vincente su Lapadula, Toloi in costante appoggio alla manovra e un Masiello stratosferico, perfetto e pulito in tutti gli anticipi, un vero e proprio leader che nel finale, quando la Dea ha chiuso con qualche difficoltà, continuava a scuotere i compagni richiamandoli all’attenzione assoluta.

8- I due marcatori più prolifici per la Dea hanno lasciato il segno anche nella gara di ieri: Cristante ha approfittato dello splendido assist di Gomez e di controbalzo ha superato Perin, mentre Ilicic appena ritornato dopo sei gare di assenza si mette subito in mostra danno strappi, vivacità alla squadra e con un mancino da favola chiude i conti. Era mancato il suo estro, la sua fantasia e la sua qualità. Bentornato Josip!

9-L’ultimo punto riguarda il Papu che nel primo tempo risulta molto pimpante, dal piede avvelenato pronto a colpire e dà il la al raddoppio ben capitalizzato da Cristante. Nella ripresa, come il numero 4 e anche Barrow cala e si abbassa ma ha lanciato a rete, aspetta troppo e Perin chiude bene lo specchio gettando al vento l’occasione del 4-0.
Pare che il fantasma del Borussia Dortmund e dei vari errori pesanti che hanno segnato la sua stagione(che rimane tutt’altro che sottotono) non l’abbia ancora abbandonato.Un gol che sarebbe servito soprattutto per il morale

10- Il rush finale sarà vietato ai deboli di cuore. L’Atalanta parte con un vantaggio in classifica ma dovrà superare tre scogli importanti come Lazio, Milan e Cagliari. Tre battaglie con formazioni ancora in corsa per i loro rispettivi obiettivi e per questo molto più intricate. Ma questa Atalanta ha dimostrato di potersela vedere con tutti e sicuramente ce la metterà tutta per riconquistare un sogno. Il bis-Europeo sarebbe un’impresa ancora più impresa di quella dello scorso anno.

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