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Petagna e Cristante all’inaugurazione del negozio preferito dai neofascisti

Pivert è il marchio dei ragazzi casual dell'estrema destra. Non è chiaro se i due giocatori dell'Atalanta lo sapessero. Ne parla Berizzi nel libro "NazItalia"

Volti sorridenti. In testa un cappellino nero. In mano un sacchetto con il logo ben in vista. Hanno posato così Andrea Petagna e Bryan Cristante all’inaugurazione di un negozio di abbigliamento lo scorso ottobre. Un evento come tanti altri per due giocatori di Serie A. Ma quella boutique non è di un marchio come tanti altri. Si tratta di Pivert, il brand preferito dai giovani militanti di estrema destra.

L’attaccante e il centrocampista dell’Atalanta, 22 e 23 anni, sono stati immortalati in una foto pubblicata sulla pagina Instagram dell’azienda. La vicenda viene approfondita nel libro “NazItalia” del giornalista bergamasco Paolo Berizzi, inviato di Repubblica ed esperto di questi gruppi politici.

Due inchieste de Il Fatto Quotidiano e di Indymedia Germania hanno rivelato i legami di Pivert con CasaPound. A differenza di altri marchi espressioni del mondo nazi-germanico-pagano, Pivert non ha nessun riferimento diretto o esplicito all’iconografia fascista. Non vende gadget nostalgici. Nessuna camicia nera e berretti con svastiche. In questo modo ha conquistato i ragazzi casual dell’ultradestra. Nata a novembre 2014, viene sponsorizzata da giovani che posano davanti al Vittoriale a Gardone Riviera o all’Altare della Patria a Roma.

Nemmeno lo slogan rievoca quelli del Terzo Reich. Si parla piuttosto di un eroe che non accetta la massa e che lotta per affermare le proprie idee.  C’è però un particolare significativo: il numero di telefono di Pivert è lo stesso de “Il Primato Nazionale”, la rivista di Casapound (sponsorizzata proprio dal marchio). Anche la sede è la medesima: via Pantaleoni 33, Roma.

Il titolare di Pivert si chiama Francesco Polacchi. Nel 2008, all’epoca degli scontri in piazza Navona a Roma, era responsabile nazionale del Blocco studentesco (associazione studentesca italiana di ispirazione fascista). Per quegli incidenti il giovane imprenditore è stato condannato a un anno e quattro mesi. Ora è indagato dalla Procura di Milano per il blitz dei militanti di CasaPound Italia del 29 giugno scorso per protestare contro il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Secondo i magistrati “avrebbe aggredito con calci e pugni due persone intervenute a difesa di una terza insultata con frasi razziste”.

Pivert può contare su numerosi negozi ufficiali in Italia e all’estero. Ce ne sono anche a Brescia, Cernusco sul Naviglio e Milano. Proprio all’inaugurazione di quest’ultimo, il 26 ottobre 2017, erano presenti anche Petagna e Cristante. Chissà se i due giocatori, idolatrati da numerosi ragazzini, erano a conoscenza della caratterizzazione politica di Pivert. O se si sono trovati per caso all’evento, ignorando la storia dell’azienda, la sua connotazione politica e il profilo del titolare.

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