LemmonVa, giovane doppiatore bergamasco di cartoni animati (e non solo)
LemmonVa è il nome d’arte di un giovane doppiatore bergamasco che nel 2015 ha aperto un proprio canale YouTube.
Un metro e novanta centimetri di passioni: dal calcio – per sette anni anche a livello agonistico che ha dovuto lasciare per un infortunio al ginocchio -alla musica, dall’ hip hop, all’archeologia.
“Sono un grandissimo nerd – ci confessa LemmonVa – amo follemente Star Wars e sono un accanito video giocatore”.
LemmonVa è il nome d’arte di un giovane doppiatore bergamasco che nel 2015 ha aperto un proprio canale YouTube.
Svelaci il tuo vero nome: chi c’è dietro Lemmonva?
Mi chiamo Andrea Limonta ed ho 18 anni. Nato a Bergamo, ora vivo a Terno d’Isola. Di passioni ne ho tantissime, ma la più grande è quella del cinema. Sono cresciuto con i film della Disney: il preferito in assoluto è “Nightmare Before Christmas”, nato dal genio di Tim Burton.
Come è nata questa passione?
È una passione nata e cresciuta insieme a me. Da piccola è diventata grande. Tutto è cominciato dalla passione per i film: fin da piccolino, avevo l’abitudine di ripetere ed imparare a memoria. In “Mrs. Doubtfire” il grande Robin Williams interpreta un doppiatore. Questo film è stato per me una vera e propria epifania: ho capito che sarebbe stata una delle possibili strade per il futuro. Da lì ho imparato a immagazzinare nella mia testa le battute dei cartoni animati e dei film, cambiando le voci in base al personaggio. Mi sono lanciato in questa avventura: nel 2015, con un video “sgangherato” ho iniziato il mio viaggio nel mondo del doppiaggio amatoriale.
Quanto tempo dedichi ai tuoi video? Riesci a conciliare il tutto con gli impegni scolastici?
I tempi sono variabili in base alla lunghezza del video e del numero di collaboratori. Tra doppiaggio ed editing ci vogliono quasi 8 ore di lavoro per un video di tre minuti. Bisogna scrivere il copione, doppiarlo, editarlo e ricercare i vari rumori. Sono sceneggiatore, doppiatore e tecnico del suono del mio video. È un impegno che va spalmato sulla settimana. A volte mi capita di doppiare anche la sera. Riesco a conciliare il tutto con i vari impegni, basta organizzarsi. Il mio canale è piccolo, ma ne vado fiero, non mi dà scadenze urgenti.
Da uno a dieci quanto ti piacciono i cartoni animati giapponesi?
Dieci, ovviamente! Sono cresciuto con Dragonball e i Pokemon: questo è stato il pane quotidiano della mia infanzia. Nell’ estate del 2016 neon geneis leon va gehenion, è una perla del doppiaggio italiano. Mi piacciono perché sono vari e soprattutto è il pane quotidiano per un doppiatore, la fonte di materiale quale inesauribile. Richiedono meno impegno, maggior utilizzo delle emozioni. Si avvisano a deslatare le emozioni. Cosa che non si può fare nei film.
Come funziona il tuo lavoro? Detto diversamente, come monti i video?
L’idea si ha vedendo un video. Devi chiedere il permesso all’autore originale di poterlo doppiare. Bisogna anche stare attenti a vari strike di YouTube. Dopo ciò si fa la bozza del copione. In questa fase sto molto attento alle espressioni ed ai labiali dei personaggi, vado a vedere chi sono e da lì decido le parole. Ovviamente c’è sempre il tocco personale. Poi inizia il vero doppiaggio. Possiedo un microfono di fascia medio-alta, ottimo per i principianti. Si doppia sempre in piedi, così si ha anche più spaio per gesticolare. Bisogna recitare con il corpo anche se non si vede. Il montaggio è la parte più noiosa: sincronizzo i video con la traccia audio. Spesso mi servono i rumori, si possono anche scaricare da Internet. Ci vuole pazienza se si vuole arrivare ad un buon risultato.
Cosa vorresti diventare da grande? Un doppiatore?
Si e no. Io ho un sacco di passioni, non c’è solo il doppiaggio nella mia vita. La scelta sarà tra il lavoro dei miei sogni, legato all’intrattenimento, al parlare davanti ad una platea e quella del giornalismo. Mi piace tantissimo lo sport, per cui sogni di fare il telecronista sportivo.

