Foppolo, si riaccende la battaglia sui fondi: d-day il 15 maggio
Parlano i capigruppo. Il sindaco di Olmo al Brembo: “Basta tentennare”. Fabio Bordogna, Capogruppo in maggioranza: “Non si torna indietro”
In attesa di comunicazioni ufficiali sul futuro di Foppolo, si riunirà martedì 15 maggio alle 18,15 l’assemblea straordinaria chiesta da 12 sindaci della Valbrembana per chiedere la revoca dei fondi B.I.M. (Bacino Imbrifero Montano, ndr) assegnati al Comune dell’alta valle. La data dell’incontro è stata fissata durante l’assemblea dei capigruppo tenutasi giovedì 26 aprile nella sede della Comunità Montana a Piazza Brembana. Nella proposta di delibera i sindaci chiedono tra le altre cose il riassegnamento dei fondi ad altri progetti vallari e chiarire come si intende recuperare i 160 mila euro finiti nel fallimento della Brembo Super Ski.
La questione tiene banco ormai da tempo, ancor prima che l’inchiesta della Procura decollasse definitivamente: già nell’agosto 2016 (a un mese dall’incendio alle seggiovie Quarta Baita e Montebello che fece scattare le indagini), nove sindaci protestarono abbandonando l’aula dopo la delibera per l’assegnazione dei 750 mila euro al Comune di Foppolo. Delibera che passò con 20 voti favorevoli su 37: decisivi quelli della Lega e del centrodestra.
Un anno dopo, gli stessi amministratori domandarono se di fronte ai nuovi scenari svelati dall’inchiesta la Comunità Montana fosse intenzionata a ritirare il finanziamento; linea ribadita adesso che i sindaci Berera (Foppolo) e Cattaneo (Valleve, ex presidente della Bss) sono finiti agli arresti domiciliari con accuse pesanti a loro carico: associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, turbativa d’asta e bancarotta fraudolenta.
Un anticipo di quanto verrà discusso in assemblea lo offrono gli stessi capigruppo. Come Fabio Bordogna, sindaco di Cassiglio e Capogruppo della maggioranza in Comunità Montana: “Nella riunione ho proposto di rimandare l’incontro al fine di capire con esattezza cosa attende il Comune di Foppolo – spiega – ma la data è stata ormai fissata per il giorno 15”. Sulla richiesta formalizzata da una dozzina di sindaci la maggioranza pare non abbia intenzione di arretrare: “Tornare indietro non è semplice – commenta Bordogna -. I lavori sono stati appaltati, come e perché sta alla Magistratura stabilirlo, ma eventuali revoche potrebbero anche fare emergere dei contenziosi. Quel che nessuno dice – aggiunge – è che i soldi non erano destinati solo a Foppolo, ma anche ad altri comparti neve in difficoltà, come Cusio e Piazzatorre”. Sugli ultimi sviluppi dell’inchiesta che vede coinvolti i colleghi di Foppolo e Valleve: “Non voglio difenderli, ma essere indagati non significa essere colpevoli – le parole di Bordogna -. Per questi motivi la nostra linea rimane per ora la stessa“.
Tra i sindaci cosiddetti ‘ribelli’ figurano invece i capigruppo Marco Milesi (sindaco di San Giovanni Bianco) e Carmelo Goglio (Olmo al Brembo). Se il primo preferisce non aggiungere molto rispetto a quanto già contenuto nella proposta di delibera, il secondo è particolarmente scettico: “Purtroppo ci si continua a nascondere dietro le foglie di fico – replica Goglio -. Le sentenze faranno il loro corso, ma di fronte al non rispetto delle leggi sia dal punto di vista etico che istituzionale non è più possibile tentennare, altrimenti passa un concetto sbagliato. Senza l’emergenza legata a Foppolo – osserva Goglio – difficilmente sarebbero stati elargiti fondi per altre stazioni. Sin dal principio c’è stata molta leggerezza e poca volontà di approfondire una situazione per nulla chiara”.
Si dice infine “poco informato” sulla vicenda il quarto dei capigruppo, Umberto Vanini: neo eletto e Consigliere comunale a Carona giovedì non ha preso parte all’assemblea.


