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Nomine: Arnoldi ancora nel cda Ferrovie Nord, mentre inizia la partita degli Istituti educativi - BergamoNews
Politicando

Nomine: Arnoldi ancora nel cda Ferrovie Nord, mentre inizia la partita degli Istituti educativi

Cinque anni fa fu il centro-destra a determinare il Consiglio degli Istituti educativi, ma gli equilibri politici erano differenti.

Regione Lombardia ha deciso il nuovo consiglio d’amministrazione di Ferrovie Nord Milano, la società di Regione Lombardia che controlla il 50% di Trenord. Tra componenti del consiglio d’amministrazione c’è il bergamasco Gianantonio Arnoldi: storicamente democristiano poi confluito in Forza Italia, dopo una parentesi nell’UDC, rientrato nelle file degli azzurri grazie a un accordo stretto con Alessandro Sorte che, da assessore regionale alle Infrastrutture ha contribuito prima a nominarlo nel cda di Ferrovie Nord Milano e poi in CAL, Concessioni Autostradali
Lombarde.

Arnoldi ora è entrato nel Cda di Ferrovie Nord Milano su scelta diretta della coordinatrice azzurra Maria Stella Gelmini e su pressione ancora di Sorte, il che mostra come sulle nomine nelle infrastrutture l’azzurro di Brignano abbia ancora il proprio peso, pur stando a Roma a Montecitorio e nonostante il fatto che l’assessorato ora sia guidato dalla bergamasca e leghista Claudia Terzi. Arnoldi annuncia di aver concordato con i vertici la sua permanenza in Cal.

In questo primo valzer di nomine pare che il coordinatore provinciale di Forza Italia, Paolo Franco, neo eletto in Regione, stia alla finestra, né favorevole né contrario alla nomina di Arnoldi. Forse Franco è concentrato, come tutti gli altri segretari provinciali dei partiti bergamaschi, a definire la partita del rinnovo dei vertici della Fondazione Istituti Educativi, di cui lui stesso è attualmente vice presidente. Gli Istitutivi Educativi, storicamente presieduti da Renato Ravasio, già parlamentare democristiano negli anni 80, sono ritenuti strategici dalla politica bergamasca. Cinque anni fa fu il centro-destra a determinarne il Consiglio, ma allora la coalizione controllava sia il Comune di Bergamo che l’amministrazione provinciale.

Ora invece gli equilibri sono differenti. Il Partito Democratico ha assolutamente intenzione di rivedere il Consiglio e anche Ravasio è in discussione. Nel Pd però ci si interroga sul nome che dovrebbe sostituirlo nel caso si decidesse in tal senso. Indubbiamente questa partita dovrà tenere conto sia di chi attualmente comanda la Provincia, sia del fatto che un nominativo venga indicato da Treviglio, dove la Lega governa insieme a Fratelli d’Italia e ad alcuni civici usciti da Forza Italia.

Un accordo sul consiglio della Fondazione è necessario e i contatti sono già in essere. Il primo nodo da sciogliere sarà proprio quello del presidente. Forza Italia vorrebbe ancora Ravasio, il PD – o almeno parte di esso – avrebbe altri piani. Il Carroccio sta a guardare in attesa di capire le intenzioni di Matteo Rossi.

I valzer delle poltrone e delle nomine sono appena iniziati, ne vedremo ancora delle belle.

(Nella foto di copertina Renato Ravasio)

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