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Il WWF sul caso Brembo Ski: “Zero sorprese, altro caso di malagestione della montagna”

Il presidente della sezione Bergamo-Brescia Danilo Rossi: "Gli enti pubblici valutino sin dall'inizio ogni progetto di sviluppo di comprensori sciistici per evitare altri fallimenti"

“Lo scandalo che ha investito i Comuni di Foppolo e Valleve non è una sorpresa”. Anche il WWF Bergamo-Brescia prende posizione in merito agli ultimi sviluppi dell’inchiesta che ha coinvolto i due Comuni dell’alta Valbrembana.

“La vicenda – si legge in una nota – mostra chiaramente che il ‘sistema Foppolo’ altro non è che l’ennesimo caso di gestione spregiudicata del territorio, avulsa dai concetti di sostenibilità ambientale ma anche economica e finanziaria”.

Una vicenda che non è un caso isolato, in quanto simile a tante altre storie di finanziamenti pubblici erogati per lo sviluppo dei comprensori sciistici: “Come la STL a Valbondione – prosegue il WWF attraverso le parole del presidente, Danilo Rossi – società di gestione degli impianti che dopo aver ricevuto ingenti finanziamenti pubblici è fallita lasciando gravi danni ambientali al territorio a corredo di piste da sci incompiute”. Lo scorso anno, ricorda sempre l’associazione ambientalista, in seguito ad una segnalazione alla Corte dei Conti era stato richiesto agli amministratori un risarcimento pari a 1,6 milioni di euro. “Si tratta però di una riparazione solo monetaria, perché i danni all’ambiente sono incancellabili”, commenta il presidente Rossi, che punta il dito contro “l’insostenibilità ambientale ed ecologica di nuovi impianti, incapaci di reggersi autonomamente senza fondi pubblici e senza scempi ambientali”. Qualche esempio: “Invasi per l’innevamento artificiale, sottrazione di risorse idriche ad altri usi, energia elettrica per il funzionamento degli impianti, trasporto su gomma e inquinamento, consumo di suolo, frammentazione degli ecosistemi – elenca – e un clima impazzito che via via fa sempre più salire lo zero termico e che in altri paesi ha portato alla decisione di non finanziare più impianti con alto impatto ambientale e di altissimo impatto per le risorse pubbliche”.

In secondo luogo il WWF “auspica che i controlli pubblici siano in futuri seri e rigorosi, a tutti i livelli, regionali, provinciali e comunali” e che gli enti pubblici “valutino attentamente sin dall’inizio ogni progetto di sviluppo di comprensori sciistici per evitare veri e propri fallimenti”, lanciando poi l’allerta su un altro progetto che lo stesso WWF definisce “roboante”: “Quello dello Ski Dome di Selvino, avanzata da una società che sinora, a quanto è stato reso dalla stampa, si è già vista respingere una proposta simile dalle province di Trento e Torino, che forse in materia di sport invernali hanno già capito che il mondo va in un’altra direzione – conclude l’associazione ambientalista – quella slow del turismo non stagionale e non dipendente da costose e dannose infrastrutturazioni. Il territorio in generale e la montagna in particolare non meritano queste situazioni, ma meritano rispetto soprattutto per le popolazioni locali che ci vivono”.

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