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Shiver e Piccola orchestra Karasciò: musica in piazza per il 25 Aprile

Mercoledì 25 aprile, ad Albino "Eppur bisogna andare" alle 16, in piazza San Giuliano, ingresso gratuito

25 Aprile all’insegna del folk ad Albino, per l’ormai consueto appuntamento con “Eppur bisogna andare”, il concerto, ormai giunto alla 7ª edizione, che si svolge in Piazza San Giuliano con inizio alle ore 16 e ingresso libero.

Sul palco quest’anno due formazioni tra folk e cantautorato: gli Shiver, da Lecco, e la bergamasca Piccola Orchestra Karasciò. Di contorno banchetti con dolci, bibite, stuzzichini e birre – in caso di pioggia il concerto si terrà nell’Auditorium Comunale “Benvenuto e Mario Cuminetti”, in viale Aldo Moro 2/4.

Gli Shiver hanno pubblicato lo scorso settembre il loro terzo ep, che insieme ad un disco sulla lunga distanza forma la loro discografia sino ad oggi. “Settembre ep”, questo il nome dell’album è uscito dopo la conclusione del lungo tour che il gruppo ha svolto come band di supporto a Davide Van De Sfroos, culminato nel concertone allo Stadio San Siro di Milano della scorsa estate. “Settembre ep” è formato da quattro tracce che aggiornano il suono alle ultime evoluzioni dell’indie-folk d’oltreoceano, con uno sguardo al rock e un altro alla canzone d’autore. Chitarre acustiche, banjo, contrabbasso, lap steel e fiddle per deviare verso approcci post-grunge come nella title-track o su pianoforti evocativi a sostenere ballate da manuale come nella splendida “Storie di sospiri e di ginocchia sbucciate”. Il tutto con l’obiettivo di raccontare vicende ad alto gradiente emozionale e fare ballare un pubblico che ha imparato a conoscerli per la grande energia live.

C’è chi racconta la fine dei vent’anni e chi ha già superato la soglia dei trenta e prova a descrivere che cosa c’è oltre il giro di boa. Così accade in “Qualcosa mi sfugge” della Piccola Orchestra Karasciò, uscito lo scorso novembre per Radiocoop accompagnato dal videoclip di “Luna” e dalla solita trafila di concerti parecchio sudati. A questo giro la Karasciò ha composto undici riflessioni cantabili (e ballabili) a base di aspettative mancate, traguardi raggiunti, pugni in faccia, piccole sorprese e grandi resistenze. Il tutto mescolato in salsa folk-pop, fra chitarre elettriche e acustiche, fisarmoniche, bassi e batterie, con più ricercato nei suoni (synth, archi, fiati) e una scrittura dalle molte curve melodiche emozionali. Nasce in questo modo un disco capace di narrare quel qualcosa che sfugge quando non ci sentiamo mai del tutto adeguati dinanzi all’impossibilità di dare un senso a tutto quanto accade. Ma qualcosa sfugge anche nell’istantanea intuizione della tremenda bellezza del mondo, quello stare in pace con ogni cosa che ha un sapore spirituale (non religioso, spirituale) e ci attraversa come un brivido buono e caldo.

Due approcci alla musica folk, uno più sul versante rock, l’altro maggiormente pop, non troppo dissimili per la peculiarità cantautorale ela voglia di fare pensare e divertire. Il tutto ad Albino, al motto di “Ora e sempre Resistenza”.

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