Consiglio comunale

Scontro sulla nuova moschea, Gori: “Appena possibile proseguiremo col progetto”

Il sindaco: "Abbiamo deciso di puntare su questa idea perché da una parte occorre salvaguardare la libertà di culto, dall'altro diamo la possibilità di praticarlo in un luogo legale". Protestano le opposizioni

Torna a Palafrizzoni la questione moschea, e torna a far discutere anche in Consiglio comunale. A riproporre il tema della costruzione di un edificio di culto islamico in via Santi Fermo e Rustico, nel corso della seduta di lunedì 23 aprile, è stato il consigliere di Lista Tentorio Danilo Minuti, che ha presentato un ordine del giorno a riguardo: “Quando presentammo l’ordine la stampa riportava la notizia della moschea finanziata da Fondation Qatar, una fondazione i cui finanziamenti non erano chiari. Da qui la decisione di chiedere all’amministrazione se vi sia stato un confronto con il quartiere interessato dalla questione e se l’intenzione è quella di proseguire con il progetto”.

A dare una risposta è stato l’assessore alla pianificazione territoriale, Stefano Zenoni: “Tramite una legge regionale approvata nel febbraio 2015 è stato istituito il piano delle attrezzature religiose che regola la costruzione di nuovi centri, il quale a sua volta, affinché venga reso attivo, deve esser inserito nel Piano di Governo del Territorio; ma a causa di un’ulteriore legge regionale che blocca il consumo del suolo ciò non è possibile, se non con una variabile del PGT. Visti i tempi per attuare ciò, credo che non sia possibile applicare il documento prima della fine del mandato e procedere con il progetto”.

Alla risposta dell’assessore Angeloni si è aggiunta la risposta del sindaco Giorgio Gori, il quale ha sostenuto la volontà di proseguire nella proposta: “Siamo fermi con il progetto, ma non appena sarà possibile lo proseguiremo. Abbiamo deciso di puntare su questa idea poiché da una parte, secondo la Costituzione, occorre salvaguardare la libertà di culto; dall’altro diamo la possibilità a chi ne usufruisce di praticarlo in un luogo legale. Da parte di questi vi è l’impegno di rispettare alcune regole proposte nel patto con l’Islam firmato con l’amministrazione”.

Critiche le opposizioni sulle parole degli esponenti dell’amministrazione: ” Non sono arrivate risposte dall’amministrazione se non dal punto di vista tecnico, ma a detta loro la questione verrà rinviata alla prossima amministrazione e sarà certamente un punto del nostro programma elettorale. Siamo contrari alla realizzazione della moschea, anche perché esistono gruppi che non esprimono la voglia di integrarsi, tanto da presentarsi divisi fra loro alla firma di un documento come il patto con l’Islam” – dichiara Alberto Ribolla, capogruppo della Lega, a cui si aggiungono le parole di Andrea Tremaglia (Fratelli d’Italia): “Non è una questione confessionale, ma di tipologia legale avendo Fondation Qatar finanziato in passato Hamas ed avendo accolto e finanziato in Iraq i fondatori di Al-Qaeda. Va bene la libertà di culto, ma nel rispetto delle regole”.

Altro tema toccato nel corso della seduta consiliare è stato l’intervento attuato sulla lunetta di via Tre Armi, fortificazione veneziana utilizzata dalla cavalleria per la difesa della cinta muraria da attacchi nemici ed ultimo esemplare nel suo genere ancora presente a Bergamo. A sollevare la questione è la consigliera della Lega Luisa Pecce, che si è detta soddisfatta per la decisione presa dall’amministrazione: “Siccome dal 1566 al 1816 la lunetta è rimasta intatta, quello che si chiede è di proteggere il sito e di valorizzarlo con cartelli che presentino la descrizione dell’area e che possano creare un percorso di lettura guidata lungo le Mura. Nell’area della lunetta era stato compiuto da parte del proprietario privato della zona un intervento da molti considerato impattante, ma grazie all’amministrazione si è trovato una soluzione”.

Ad esporre i passaggi che hanno portato alla decisione è stato l’assessore alla riqualificazione urbana Francesco Valesini: “Nell’area nel 2003 venne abbattuta una struttura presente in cima alla lunetta risalente agli anni ’50, mentre nel corso del 2011, grazie anche ad un permesso di aumento del 20 % delle volumetrie da parte del Parco dei Colli, venne concesso un permesso di costruzione da parte del Comune che ha portato all’avvio dei lavori per la creazione di garage ed al posizionamento di una gru denunciato più volte dai cittadini. Nel frattempo i lavori sono stati fermati dal proprietario e ricominciati nel 2015, ma grazie al Parco dei Colli, siamo riusciti ad eliminare quel 20 % di volumetrie e salvaguardare la lunetta, mantenendo la costruzione di un edificio delle dimensioni simili a quello esistente. Inoltre avremmo voluto creare un passaggio di collegamento fra Porta San Giacomo ed la Cannoniera di San Giovanni e demolire il muretto di cinta nei pressi di via Tre Armi, ma sentendo il parere dell’Istituto Nazionale Castelli che sottolineava la presentata di una via coperta, abbiamo scelto di non procedere”.

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