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Intimidazioni e amministratori sotto tiro: nel rapporto anche l’incendio di Bolgare fotogallery

Nel gennaio 2017 un violento rogo ha distrutto parte del centro di raccolta di Bolgare. Per questo episodio il comune bergamasco è finito nel settimo rapporto “Amministratori sotto tiro” in cui vengono elencate le minacce e le intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali.

Gennaio 2017, un incendio distrugge parte del centro comunale di raccolta dei rifiuti a Bolgare (Leggi qui). Per questo episodio il comune bergamasco è finito nel settimo rapporto “Amministratori sotto tiro” presentato dall’associazione Avviso Pubblico: uno studio in cui vengono elencate le minacce e le intimidazioni mafiose e criminali nei confronti degli amministratori locali e di persone che operano all’interno della pubblica amministrazione.

Era il 6 gennaio dello scorso anno quando alcuni abitanti di Bolgare, dopo aver notato le fiamme salire dal centro di raccolta rifiuti, avvertivano i vigili del fuoco. Per valutare se il rogo fosse di origine dolosa oppure per cause accidentali le forze dell’ordine avevano acquisito le immagini registrare dalle telecamere di videosorveglianza.

Il rogo nel paese bergamasco viene messo sotto la lente del rapporto come il geometra, dipendente comunale di Busto Garolfo, minacciato con una pistola da una persona, contrariata per il costo di una sanatoria edilizia. O come la lettera minatoria inviata a Pierfrancesco Majorino, assessore al Welfare del Comune di Milano. O l’analoga  missiva, con insulti e minacce di morte recapitata al Sindaco di Cusano Milanino, nell’hinterland milanese, per aver firmato il Protocollo sull’accoglienza dei profughi e richiedenti asilo.

I casi sono stati censiti su una vasta area, avendo coinvolto il capoluogo milanese e altri dieci comuni della provincia. Il fenomeno “Amministratori sotto tiro” ha coinvolto in Lombardia altre sei province, seppur investite in modo meno diffuso rispetto a Milano. Oltre a Bergamo, Como e Lecco (un caso ciascuna), si registrano atti di intimidazione nelle province di Varese (4 casi), Pavia (3), Mantova (2). Da segnalare l’incendio doloso che a Uboldo (Varese) ha distrutto 6 auto di proprietà comunale, danneggiando anche quella del segretario comunale, tutte parcheggiate sul tetto del Municipio; le lettere con minacce di morte e un proiettile destinate all’architetto Franco Varini, consigliere comunale a Mortara (Pavia); l’incendio dell’auto di Luca De Marchi, consigliere comunale di Mantova.

Prima Regione per intimidazioni del Centro–Nord, la Lombardia ha fatto registrare 28 casi nel 2017 (furono 18 l’anno precedente). Ad influire negativamente l’impennata degli atti intimidatori registrati nella provincia di Milano, dai 6 registrati nel 2016 ai 16 dell’anno passato, entrando così nella graduatoria delle 10 province più bersagliate del Paese.

“Lombardia, Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta possono essere considerate ad oggi le regioni più esposte all’aggressione delle organizzazioni mafiose… Un particolare rilievo deve essere necessariamente dato alla situazione della Lombardia, complessivamente la più preoccupante…In tutte le province la ‘ndrangheta riveste una posizione di vertice, anche se questa prevalenza non è mai sfociata in assoluta egemonia, di controllo territoriale secondo il modello tipico realizzato in Calabria, ma ha invece lasciato spazio all’operatività di altri sodalizi, italiani e stranieri, in forza di una sorta di ‘patto criminale’ che permette lucrose attività illecite sia alla mafia siciliana che ai clan della camorra campana” scrive la Commissione parlamentare antimafia nella Relazione conclusiva delle attività svolte nella XVII legislatura.

Filmato tratto da Qui Bolgare

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