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Disturbi dell’apprendimento: “Molte famiglie non sono supportate in modo adeguato”

"La colpa non va imputata agli insegnanti quanto tali, quanto piuttosto al sistema che non permette loro di formarsi adeguatamente"

Negli ultimi anni dislessia, disgrafia, discalcolia, disortografia sono termini divenuti di uso comune nel gergo scolastico di alunni e famiglie italiane, termini utilizzati spesso, talvolta poco conosciuti. Quest’ultimi vengono riconosciuti da una legge, la 170 del 2010 con la sigla “DSA”, la quale corrisponde a “disturbi specifici dell’apprendimento”, disturbi spesso sottovalutati o confusi fra loro, ma che spesso pongono difficoltà ai ragazzi colpiti da essi, circa 254.000 secondo i dati riguardanti l’anno 2017/2018 forniti dal MIUR e che vedono colpita anche la provincia di Bergamo con 5.369 casi (LEGGI QUI).

gregorelli

A esprimersi su questo tema con una riflessione Fabio Gregorelli, consigliere comunale di Bergamo: “Le famiglie che devono affrontare questo problema, spesso non sono supportate in modo idoneo dagli enti preposti. Esistono leggi in atto per il disturbo dei DSA, ma a mancare è la formazione per rendere il personale competente (gli insegnanti di sostegno) e le risorse economiche per affrontare seriamente questo problema, spesso sottovalutato.

Va ricordato che il disturbo da DSA ha vari livelli di gravità e vanno affrontati in modo diverso, ma gli insegnanti di sostegno assegnati agli alunni con problemi di dislessia e discalculia spesso non conoscono né il problema né le normative o peggio ancora non le applicano, causando nell’alunno un danno non indifferente. La colpa non va imputata agli insegnanti quanto tali, quanto piuttosto al sistema che non permette loro di formarsi adeguatamente. Oltre a ciò l’agenzia della tutela della salute (A.T.S.) non ha personale sufficiente per poter supportare le richieste d’aiuto, a tal punto che le famiglie sono costrette spesso a ricorrere a strutture private, accollandosi così dei costi importanti. I ragazzi che soffrono di questi disturbi, a seconda della gravità, dovrebbero poter compiere incontri con specialisti come logopedisti almeno 1/2 volte a settimana, ma spesso ciò non è possibile a causa della mancanza di quest’ultimi”.

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