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60° Fiera dei Librai

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Fiera dei Librai 2018, la letteratura protagonista all’incontro “Novecento in dialogo”

. Fotografia, cinema e memoria orale sono state le forme espressive attraverso le quali è stato raccontato il 900 durante gli incontri passati: sabato invece l'unica e sola protagonista è stata la letteratura

Si è concluso ormai il primo fine settimana, nonché il primo e secondo giorno, della 59° edizione della Fiera dei Librai. Dal 21 aprile al 6 maggio il Sentierone, oltre ad essere sede della fiera dei librai indipendenti di Bergamo, ospiterà diversi dibattiti, presentazioni di libri e attività per bambini.

Sabato 21 aprile, lo Spazio Incontri della fiera ha accolto il quinto appuntamento di “900 in dialogo”, una serie di incontri nati con l’idea di raccontare il XX secolo attraverso quelle che sono le forme narrative caratteristiche del periodo storico. Fotografia, cinema e memoria orale sono state le forme espressive attraverso le quali è stato raccontato il 900 durante gli incontri passati: sabato invece l’unica e sola protagonista è stata la letteratura.

Moderati da Fabio Cleto, docente presso l’Università di Bergamo, e presentati da Roberta Frigeni, Museo delle storie di Bergamo, Mimmo Franzinelli, storico, e Giorgio Vasta, scrittore, hanno analizzato il secolo scorso attraverso due punti di vista differenti accomunati però dalla scrittura e dalla ricerca. “ La scrittura è terapeutica. Io e Giorgio – afferma Franzinelli spiegando ciò che più lo lega a Vasta- sono anni che la pratichiamo. La ricerca è terapeutica ed è legata alla nostra salute mentale e alle nostre domande esistenziali, al senso della vita. “

Accomunati da questa passione, lo storico, in modo molto più diretto, e lo scrittore, valendosi di innumerevoli esempi, hanno dibattuto spostandosi tra due parole chiave: “fonte” e “metodo”.

Franzinelli prende così parola “ Storia è narrazione” e poi continua “ Le fonti sono un vincolo ma anche stimolo e opportunità. Spesso esse sono lettere che hanno il sentore della testimonianza letteraria. Noi storici cerchiamo, in una guerra che è persa in partenza, di strappare all’oblio dei pezzi di vita ed eternarli in modo tale da far rivivere nell’immaginario collettivo quelle vite spezzate.”
Vasta, invece, parla del suo rapporto con le fonti attraverso le immagini di una pellicola in super8: quelle visioni frammentarie e lacunose per lo scrittore sono rappresentative di ciò che gli serve per raccontare una storia.
“Rischio sempre l’eccesso della documentazione- afferma Vasta – Il rischio che corre chi racconta una storia è quello di spinger l’impulso nevrotico della documentazione fino a pretendere una continuità perfetta ed inesauribile del documento.”

Cleto indirizza poi il dialogo verso la falsità delle fonti. Franzinelli afferma “La sfida per lo storico è la bulimia delle fonti: quando io ho iniziato il problema era trovare le fonti ora invece è selezionarle e scartarle. Le fonti false sono un tema veramente attuale: la principale differenza tra presente e passato sta nella tecnologia siccome con essa oggi è facile modificare e creare fonti che sembrano vere.”

Attraverso “L’impostore”, romanzo di Javier Cercas, la controparte afferma invee che a volte le bugie abbiano determinato conseguenze positive per la società arrivando a determinare quella che lo scrittore chiama “meravigliosa ambiguità”. Successivamente, prendendo come termine di paragone “Orizzonte mobile” di Daniele del Giudice, lo scrittore spiega che il pinguino imperatore maschio cova le uova mentre le femmine vanno alla ricerca di cibo. A volte capita però che il pinguino rompa o perda le uova. A questo punto subentra la falsificazione: il maschio crea un uovo di ghiaccio e lo cova. Vasta spiega questo aneddoto per arrivare alla conclusione che le uova di ghiaccio non sono nient’altro che un modo per colmare la propria mancanza. Quest’ultima corrisponde ai libri: noi uomini da secoli coltiviamo finzioni di ghiaccio.

La Fiera dei Librai ospiterà eventi culturali fino al 6 maggio: gli incontri sono gratuiti.

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