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Ubi, la difesa smonta il castello di accuse: “Nulla di fraudolento”

Il Gup, che vuole concludere, ha anticipato la prossima udienza, quella del 27 aprile alle 9. Si andrà alla sentenza, la sensazione che il Gup Ilaria Sanesi abbia già tutti gli elementi, i documenti per una decisione in merito.

Si è consumata come da copione nella mattina di venerdì 20 aprile quella che era la penultima udienza della sezione Gup del tribunale di Bergamo per il processo a carico di Ubi Banca. Un’udienza che vede coinvolti più 30 soggetti.

Seduta veloce, con il Pubblico ministero Fabio Pelosi assente e sostituito da altro pm, terminata alle 12.30. Puntuale per l’ora di pranzo.

Hanno voluto replicare al Pm Fabio Pelosi gli avvocati Roberto Bruni per il commercialista Italo Lucchini. Pietro Biancato per Rossano Breno, Gian Paolo del Sasso per Sciarrotta, Angelo Capelli e Maria Laura Andreucci per Ondei, Paolo Tosoni per Polotti, Giorgio Gallico per Folonari, Carlo Melzi D’Eril per Cera.

Il tema, ormai ricorrente, è la replica alle settanta pagine del Pm definite dall’avvocato Bruni “una nuova requisitoria, mentre la replica avrebbe dovuto essere una confutazione degli argomenti apportati dalla difesa. Ciò non ha avuto risposte da parte del pm. Bruni, presente Italo Lucchini, ha voluto ricordare al Pm che non c’è stata eterodirezione. Anzi. “C’erano contrasti accesi tra le diverse componenti di Ubi”.

Il tema della campagna elettorale per l’assemblea del 20 aprile 2013 è stato affrontato da più di un avvocato. L’avvocato Gallico per Italo Folonari, segretario dell’Associazione Blp, ha ricordato come normale l’attività di proselitismo per una associazione. Niente di fraudolento, come invece vorrebbe l’accusa.

Così come l’avvocato Andreucci per Ondei ha sottolineato che il concetto di fraudolenza evocato dal Pm faccia avanzare qualche dubbio. “Non è reato la raccolta delle deleghe, ma la fraudolenza che però negli atti non si trova”.

Da qui una nuova impostazione nella replica del Pm, con il tentativo di asserire che i vertici della banca hanno fatto in modo che intervenissero solamente i Soci che votavano la lista Moltrasio. Una tesi che tenta di accertare una selezione dei partecipanti. “Cosa per altro impossibile – come ha ricordato l’avvocato Capelli – con il voto capitario in una banca che allora era popolare. Ciò di fatto vanifica ogni tentativo di manipolare il voto. Sono suggestioni queste, come cercare sempre qualcosa di illecito in ciò che è funzionale ad una competizione elettorale”.

L’avvocato Del Sasso per Sciarrotta ancora una volta ha voluto ribadire l’estraneità del suo assistito: “Non era responsabile dell’attività dei Soci”. E per le intercettazioni nulla di illecito. In quella apportata e utilizzata dal Pm del gennaio 2015 Sciarrotta vuole iniziare ad affrontare il problema della raccolta deleghe in una Spa. Un altro mondo, quello nascente per Ubi. Perfettamente lecito nel vero ruolo di Sciarrotta, responsabile degli Affari Societari della banca.

Il Gup che vuole concludere ha anticipato la prossima udienza, quella del 27 aprile alle 9. Si andrà alla sentenza, la sensazione che il Gup Ilaria Sanesi abbia già tutti gli elementi, i documenti per una decisione in merito.