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Ferì connazionale con un falcetto per futili motivi: arrestato 4 mesi dopo

I carabinieri lo hanno rintracciato nella mattinata di giovedì 19 aprile in piazza a Madone: è accusato di lesioni personali aggravate e rapina.

Il 22 dicembre scorso, per futili motivi, aveva aggredito un connazionale a Terno d’Isola: al termine di una violenta lite aveva estratto un falcetto, ferendo il rivale al nervo sciatico e alla mano, causandogli una prognosi di 30 giorni.

Esattamente quattro mesi dopo i carabinieri della stazione di Calusco hanno rintracciato D.A., cittadino marocchino di 28 anni, in piazza San Vincenzo a Madone eseguendo un ordine di carcerazione con l’accusa di lesioni personali aggravate e rapina, in quanto nell’occasione aveva anche rubato il telefonino della sua vittima.

Il caso, come detto, risale allo scorso dicembre: attorno a mezzogiorno al 12 erano giunte alcune segnalazioni dei residenti della zona che denunciavano un’aggressione in strada con un falcetto tra due cittadini stranieri.

Sul posto erano intervenuti i militari della stazione di Calusco d’Adda che, però, non aveva trovato i protagonisti della lite ma solamente alcune tracce ematiche sull’asfalto: un indizio che li aveva spinti a fare ricerche negli ospedali della zona, intuizione vincente visto che all’ospedale di Ponte San Pietro erano riusciti a rintracciare E.F.O, marocchino del 1986, ricoverato per una profonda ferita da taglio alla gamba e una frattura alla mano.

Era stata proprio la vittima a riconoscere, da un fascicolo fotografico presentatogli dai carabinieri, il suo aggressore, riferendo che lo stesso, forse in stato di alterazione dovuta all’alcol, lo avrebbe scambiato per un altro connazionale con il quale aveva avuto un diverbio: un ulteriore conferma era poi arrivata da due testimoni, che avevano indicato la stessa persona quale autore dell’aggressione.

Nella mattinata di giovedì 19 aprile, infine, l’arresto del 28enne in piazza a Madone: il ragazzo, senza fissa dimora e disoccupato, non ha opposto alcuna resistenza ai militari dell’Arma e ora si trova in carcere a Bergamo.

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