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Cosa mangiano i giovani bergamaschi? Il sondaggio degli studenti del Federici

Cosa mangiamo? Dove compriamo i nostri prodotti alimentari? Ne controlliamo la provenienza?

Continua il lavoro degli studenti di terza del liceo scientifico Federici in occasione del progetto di alternanza scuola-lavoro con Bergamonews e BGY. Il tema da loro scelto, il cibo, è stato declinato in diverse modalità realizzando articoli, video, disegni e molto altro!

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Cosa mangiamo? Dove compriamo i nostri prodotti alimentari? Ne controlliamo la provenienza? Per rispondere a tutte queste domande abbiamo creato un breve sondaggio sottoposto a persone appartenenti a fasce di età diverse. 

alternanza federici

Circa il 90% di coloro che hanno risposto (su un totale di 427 persone) ha un’età inferiore ai 25 anni.  È stato interessante scoprire che la maggior parte (94,4%) differenzia la sua dieta, in quanto è importante che l’alimentazione sia varia affinché vengano introdotte tutte le sostanze nutritive necessarie per il nostro organismo. Solo la minoranza (24 persone su 427) è vegetariana o vegana.

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Nonostante il fatto che la maggioranza ritenga di mangiare in modo variegato, dai risultati del sondaggio emerge che il 33,7% valuta di non seguire una dieta equilibrata. A sostegno di questa dichiarazione i dati mostrano che il 55% delle persone frequenta i fast food da una a tre volte al mese. Fortunatamente solo il 6,5%, ovvero 28 persone, vi mangia più di 5 volte al mese. Dato sorprendente è che il 38,4% non va neanche una volta nei fast food, i quali ultimamente sono entrati a far parte della vita quotidiana.

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Nonostante ciò l’Italia tende a seguire un’alimentazione più sana, basata sulla dieta mediterranea. Qui ha avuto origine un’iniziativa con il fine di contrastare la crescente diffusione dei fast food: Slow Food, associazione fondata dall’italiano Carlo Petrini nel 1986. Purtroppo la maggior parte di coloro che hanno risposto, il 62,8% ha affermato di non conoscerla.

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Inoltre per essere certi che i prodotti che acquistiamo siano sani bisogna controllare la provenienza e le loro etichette. A questo proposito, i dati dimostrano che il 78,7% compra i prodotti nei supermercati, il 12,4% negli ipermercati, poche sono le persone (6,8%) che vanno in piccoli negozi locali e ancor meno (2,1%) quelle che vanno in aziende a chilometro zero. In aggiunta notevole è che ben 52% dei consumatori intervistati non controlla le etichette dei prodotti alimentari che acquista.

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Altra novità di quest’ultimo secolo è il commercio online il quale non si limita più alla vendita di oggetti ma anche di prodotti alimentari. Infatti è emerso, anche se in misura limitata, che il 12,4% ha scelto di servirsene.

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Anche l’organizzazione della spesa incide sull’alimentazione. Dai dati del sondaggio risulta che il 58,5% crea una lista dei prodotti per comprare il necessario, il 22,7% acquista senza un progetto preciso e il rimanente 18,7% fa attenzione alle offerte per fare scorta. Il modo in cui viene regolata la spesa influenza molto la quantità di cibo sprecato, che aumenta all’aumentare della disorganizzazione.

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Però è stato confortante sapere che solo il 4,7% delle persone sottoposte al sondaggio ha dichiarato di sprecare spesso cibo. Il 70% spreca cibo solo qualche volta e il 25,5% mai.

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Questo sondaggio è stato creato con l’intenzione di fornire più informazioni possibili sulle nostre abitudini alimentari ponendo diverse domande ai consumatori stessi. Gli esiti non sono stati particolarmente sconvolgenti, però lo sforzo per mangiare sano e solo quanto necessario riducendo al minimo lo spreco, resta ancora un obbiettivo da raggiungere.

Alla luce di questi dati, lasciamo a voi l’ardua sentenza.

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