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Valbondione e Foppolo, quando la politica fa male alla montagna - BergamoNews
Il punto

Valbondione e Foppolo, quando la politica fa male alla montagna

Possono ripartire. Gli esempi virtuosi da seguire ci sono.

C’è qualcosa che non va nella politica che si occupa delle nostre montagne. Anche se qui è bene fare una premessa: è bene non fare di tutte l’erba un fascio. Perché gli esempi virtuosi ci sono per valorizzare e per fare in modo che preservare la montagna diventi anche fonte di reddito per il turismo. Basta citare due esempi: il comprensorio di Valtorta e il Monte Pora.

I fari della cronaca da tempo si erano accesi su Foppolo, prima che la Procura della Repubblica aprisse fascicoli e indagini. In precedenza ancora a Bergamonews era toccato denunciare gli ammanchi milionari sui conti della filiale Private di Intesa Sanpaolo di Fiorano al Serio. Da quei conti prosciugati si era arrivati a Lizzola e Valbondione. Benvenuto Morandi, il direttore della private di quella filiale era anche sindaco a Valbondione. Come un moderno Robin Hood, sottraeva dai conti per investire in società che avrebbero dovuto rilanciare piste da sci, turismo ed una centrale a biomasse del paese in alta valle. Un doping che non ha fatto bene lassù.

A fine settembre 2016 degli ammanchi milionari di Morandi non rimase che una sentenza che lo vedeva condannato a 4 anni e un turismo che ha visto precipitare affluenze e possibilità.

Su Foppolo e Valleve ora sono scattate le manette ai sindaci, a loro volta gestori di società per gli impianti di sci. Il pubblico e il privato confusi e senza confini. Persino la Regione Lombardia ha elargito fondi rapidamente per quegli impianti che sembravano l’ancora di salvezza di un turismo in valle Brembana. Anche se alcuni sindaci avevano già lanciato appelli e si erano detti contrari.

Come finirà l’iter giudiziario sarà materia affidata alla cronaca dei prossimi mesi. Resta un amaro di fondo. Uno scoramento. Una delusione. Quando la politica che è servizio per il bene comune perde la sua bussola e all’impazzata insegue false lusinghe, luccicanti promesse, sogni troppo ambiziosi.

Foppolo e Valbondione possono ripartire. Gli esempi virtuosi da seguire ci sono. Serve mettere in rete questi piccoli comuni dal grande patrimonio naturalistico. Serve un circuito che non insegua falsi e immediati risultati, ma proceda su un percorso sano e dai piccoli passi, così com’è l’andatura dei montanari. A quanti hanno contrastato in questi anni un sistema corrotto e sono rimasti vittime di minacce, tocca ora il compito di ripartire. A tutti noi l’impegno a non lasciarli soli.

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