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Tabani: “Io figurante in Allonsanfan dei Taviani, girato in Città Alta” foto

L'attore bergamasco Maurizio Tabani racconta la propria partecipazione al film di Paolo e Vittorio Taviani "Allonsanfan" girato in Città Alta.

L’attore bergamasco Maurizio Tabani racconta la propria partecipazione al film di Paolo e Vittorio Taviani “Allonsanfan”.
Diplomato alla Scuola di recitazione del Teatro Tascabile di Bergamo, che ha recitato in teatro con le maggiori compagnie di Milano (Carcano, Litta, Porta Romana, Gerolamo) e nazionali, in tv, partecipando a spettacoli di varietà (Drive In, Scherzi a parte), e al cinema recitando in numerosi film e fiction e lavorando con grandi registi come Dino Risi, Ermanno Olmi, Castellano e Pipolo, Maurizio Nichetti, Renato Pozzetto, Neri Parenti, Marco Tullio Giordana.

maurizio tabani (foto Federico Buscarino)

Ero alle prime armi come attore dopo aver frequentato il Teatro Tascabile di Bergamo. Lì avevo frequentato per due anni la scuola di recitazione ed avevo iniziato le mie prime esperienze teatrali. Con me recitavano anche Ileana Citaristi e Gigi Brozzoni, miei compagni di corso.

Nel 1974, non mi ricordo in che periodo ma sono passati più di quarant’anni, venni reclutato come figurazione speciale, ero ancora un allievo, dal mio amico Reinero Compostella, anche lui di Bergamo ed alle prime armi come assistente. La mia era la parte di un congiurato carbonato che partecipava al rapimento di Mastroianni il protagonista del film.

Le scene vennero girate in Città Alta vicino a piazza Vecchia e al Palazzo della Ragione. Il coprotagonista era Claudio Cassinelli, un bravo attore purtroppo scomparso. Ci fu una lunga preparazione da parte dei Taviani, registi molto scrupolosi. La vicenda era imperniata sulla storia risorgimentale della Spedizione di Sapri e del suo fallimento per mano dei contadini che assalitori e uccisero i rivoluzionari venuti per riscattare l’italia dal giogo delle dominazioni dei vari staterelli.
Insomma, il film metteva in rilievo le contraddizioni del risorgimento. Il distacco tra la borghesia progressista che aspirava alla liberazione dell’Italia è le classi contadine arretrate. Tema poi ripreso dal film di Martone “Noi credevamo”.

Era il primo film a cui partecipano e per molti anni dopo non né feci più, fino agli anni ’80 quando iniziò la mia carriera cinematografica e televisiva. L’incontro con grandi attori e grandi registi rappresentò per me, giovane attore alle prime armi ma anche appassionato frequentatore di sale cinematografiche e festival, un’entusiasmante esperienza.
Al mattino presto venivamo convocati ed andavamo a salutare Mastroianni che ci offriva un caffè nel suo camerino allestito all’hotel Arli a Porta Nuova. Sul set il giorno successivo venne Catherine Deneuve, la grande attrice francese, compagna di Mastroianni accompagnata dall’allora piccolissima loro figlia Chiara. Una donna squisita che veniva a salutare stringendo la mano a tutti gli attori.

Le scene successive le girai a Como nel parco di Villa Olmo. Era l’arresto dei congiurati successivo all’assalto dei gendarmi. Lì erano presenti Lea Massari e Mimsy Farmer, altre interpreti del film. Un film da cast internazionale. Un’esperienza unica che mi è capitata e di cui ringrazio questo mestiere.

(La foto di Maurizio Tabani è scattata da Federico Buscarino)

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