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Tassa di soggiorno: intesa fra Comune e Airbnb per semplificare il versamento dell’imposta

L’accordo è stato sottoscritto dal sindaco Giorgio Gori e dal Public Policy Manager della piattaforma online Alessandro Tommasi.

Nello scenario di Villa Flora a Bergamo nella mattinata di martedì 17 aprile è stato presentato l’accordo fra Comune di Bergamo e il portale online Airbnb per la riscossione automatica della tassa di soggiorno. Il provvedimento, sottoscritto dal sindaco Giorgio Gori e dal Public Policy Manager della piattaforma online Alessandro Tommasi, giunge a seguito dell’approvazione delle modifiche del regolamento comunale riguardante l’imposta di soggiorno da parte del consiglio comunale lo scorso anno 26 marzo. La modifica prevede la possibilità da parte dell’istituzione cittadina di stipulare accordi con le piattaforme per la prenotazione degli alloggi on line in maniera tale che le stesse trattengano direttamente l’imposta di soggiorno, in seguito versata direttamente al Comune di Bergamo; un procedimento che semplifica le procedure di versamento e che permette di combattere l’evasione presente nel settore extra – alberghiero.

“Questo accordo è importante per il Comune, essendo il secondo in Lombardia dopo quello stipulato da Milano – spiega Gori – In precedenza chi andava in albergo pagava la tassa di soggiorno, mentre erano pochi fra coloro che soggiornavano questa tipologia di strutture a pagare la tassa. Con questo provvedimento si accerta che questa tassa venga pagata, inoltre si recupera l’elusione presente”

La nuova modalità di riscossione entrerà in vigore a partire dal prossimo 1 giugno e permetterà ad Airbnb di ottenere al momento della prenotazione l’imposta di soggiorno dovuta dagli host, mentre quest’ultima verrà versata al Comune con cadenza trimestrale: “Con questa modalità si potrà rendicontare trimestralmente le imposte e confrontare su quanto dovuto dagli host – sottolinea Christophe Sanchez, amministratore delegato di Visit Bergamo – Il nostro obiettivo è quello di aiutare anche i gestori degli host non imprenditoriali e permettere loro di semplificare le procedure burocratiche”.

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Negli ultimi tre anni Bergamo ha visto dal punto di vista turistico un aumento del 40 % dei visitatori in città, molti dei quali legati al turismo esperienziale, come dimostrano i dati provenienti da Airbnb: nel solo 2017 la piattaforma ha ricevuto 780 annunci provenienti dalla città, con un aumento del 32 % rispetto al 2016, ed ha visto il soggiorno di 31.300 ospiti (+ 52 % rispetto all’anno precedente). “In media i nostri utenti si fermano in città circa 2,5 notti, una media superiore rispetto a quella cittadina – illustra Alessandro Tommasi – In genere i nostri utenti risparmiano sull’alloggio, ma di conseguenza tendono o a permane più a lungo oppure a spendere in attività culturali, un fatto che dimostra come il nostro turismo non sia “mordi e fuggi” come spesso si sostiene. Siamo felici per la semplificazione e si spera che il regolamento venga applicato anche in altri contesti nazionali”.