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Le sfide (vinte) di Fabio, sordo dalla nascita: la seconda laurea. E un progetto top secret

Fabio Bosatelli è un brillante studente di ingegneria e di economia, con un segno particolare: sordo sin dalla nascita, per via di una mutazione genetica

Succede qualcosa di strano dentro di noi quando sentiamo parlare di buone notizie: ci sorprendiamo. Il lieto fine ci coglie impreparati, forse perché siamo troppo abituati alla cattiveria e alle brutture del mondo ci abbiamo fatto il callo. Aspettiamo sempre la svolta del terzo atto che ci riporti alla realtà, lontana, come abbiamo imparato, da un mondo da “e vissero tutti felici e contenti”.

È quello che è successo anche a me quando ho conosciuto Fabio Bosatelli, 27 anni di Pedrengo, brillante studente di ingegneria e poi di economia, con un segno particolare: sordo sin dalla nascita, per via di una mutazione genetica. Mi mostra ridendo il suo apparecchio acustico, nascosto nell’orecchio e stringendolo mi fa sentire lo stridio che produce, spiegandomi come funziona il suo modo di sentire e raccontandomi della lotta che sin da piccolo ha condotto per potersi relazionare in modo normale con chi non ha la sua disabilità: “Non ho mai voluto fare parte dell’Ente Nazionale Sordi, così come non ho mai voluto imparare la lingua dei segni. Ho sempre cercato di aprirmi io verso gli altri, permettendo a tutti di capirmi, non obbligando gli altri a parlare una lingua diversa per dialogare con me. Non è stato facile, ha comportato moltissima fatica e anche molto studio, ma adesso sono felice di essere arrivato dove sono arrivato e di poter parlare anche con te normalmente.”

Fabio è un ragazzo nato per affrontare grandi sfide e per superarle. Grazie alla sua forza e alla sua volontà (gli ingredienti fondamentali che connotano la sua vita), al fondamentale appoggio dei suoi genitori e della fidanzata (da ben sei anni e mezzo!) Anna, è riuscito a raggiungere traguardi sorprendenti: laurearsi brillantemente in Ingegneria Edile e quindi lavorare come ingegnere alla Northern Area – Enel Green Power di Seriate e diventare presidente del Tennis Club Pedrengo – suo sport del cuore fin da adolescente se si esclude il  calcio – oltre che quadro regionale della Federazione italiana tennis. Ma non finisce qui, questa mattina Fabio ha conquistato un altro importante traguardo universitario: la seconda laurea magistrale in Economia magistrale.

Mi guarda sorpreso quando gli chiedo dove ha trovato la forza per raggiungere tutti questi risultati: “È stato difficile, indubbiamente, ma non ho mai avuto il pensiero di non potercela fare. Sin da piccolo ho avuto persone, specialmente insegnanti, che mi hanno insegnato ad accettare il problema e da lì ripartire. Io dico sempre che noi siamo le scelte che facciamo e io ho scelto di dare il massimo per raggiungere tutti i miei obbiettivi, senza farmi ostacolare dalla mia disabilità. Ho avuto anche la fortuna di incontrare persone molto sensibili e attente lungo il mio cammino, specialmente nel mio liceo, il Mascheroni, dove ho conosciuto amici che ancora condividono la vita di tutti i giorni con me, e anche nel mio attuale posto di lavoro, dove hanno voluto investire su di me riconoscendo le mie capacità e la mia voglia di fare e cercando, in tutti modi, di venirmi incontro nelle piccole cose, come la gestione del telefono.”

Parliamo tanto Fabio e io, di tutto, delle sue prossime vacanze, dei suoi amici, delle sue esperienze più belle, dei suoi sogni nel cassetto e se dovessi trovare una parola per definirlo sarebbe di certo “un inguaribile ottimista”. Lui ride quando glielo dico e mi fa dono della sua massima: “La vita è una serie di obiettivi. Io dico sempre, non perderti d’animo: piano piano li raggiungerai tutti, basta fare uno scalino alla volta.”

Sì, perché per lui la vita è una scalata e la sua esperienza più bella è quella che fa ogni giorno: migliorarsi sempre di più, passo dopo passo, uno traguardo alla volta.

Il prossimo gradino da raggiungere? “Il mio sogno è dare il mio massimo e migliorare la sensibilizzazione nei confronti dei sordi come me e l’integrazione tra i due mondi. È proprio ai ragazzi sordi come me che dedico tutto quello che sto facendo e vorrei loro lanciare un messaggio: apritevi più al dialogo, fate un passo verso l’altro.”

Mi confessa che sta infatti progettando uno strumento che si prefigge questo scopo, ma, per ora, i dettagli sono ancora top secret. Ci ripromettiamo di incontrarci di nuovo dopo che avrà raggiunto anche questo, ennesimo, risultato. Intanto le nostre strade si separano, ma, questa volta, almeno per un attimo, riesco a credere nel lieto fine.

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