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Cambio di proprietà della Castelli, via 4 super medici: nostre capacità non più richieste

Dalla Humanitas Castelli alla San Francesco: sono il dottor Enzo Vinci con i colleghi Cristiano Ferrante, Gian Bonaventura Zois ed Enrico Cortinovis, molto conosciuti e apprezzati dai pazienti in campo ortopedico e traumatologico

Da qualche settimana hanno cambiato casacca – o meglio camice, in questo caso – passando dalla Humanitas Castelli alla San Francesco: sono il dottor Enzo Vinci con i colleghi Cristiano Ferrante, Gian Bonaventura Zois ed Enrico Cortinovis (nella foto da sinistra a destra). Quattro rinforzi di valore assoluto per la casa di cura di via IV Novembre: profili già molto conosciuti e apprezzati dai pazienti in campo ortopedico e traumatologico.

Una nuova sfida professionale sulla quale pare avere influito e non poco la recente acquisizione della Clinica Castelli da parte del gruppo Humanitas, stando a quanto raccontato dal dottor Vinci, 56 anni, laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova e specializzato in Ortopedia e Traumatologia con lode all’Università di Verona grazie a una tesi sulla Protesizzazione della Spalla: “Per comprendere il presente bisogna necessariamente fare qualche passo indietro – spiega Vinci -. Verso la fine del 2016 venni contattato dalla dirigenza della Castelli, che mi illustrò il progetto di trasformazione che aveva in mente proponendomi di farne parte. All’inizio – prosegue il medico – opposi non poca resistenza. Alla Gavazzeni stavo bene, ma il progetto era senza dubbio affascinante. Alla fine accettai, complici anche i ridotti margini di crescita che mi erano stati prospettati dalla stessa azienda”.

Verso la metà di settembre circolano però i primi rumors sulla possibile vendita degli immobili delle Humanitas Gavazzeni, finalizzati all’acquisizione della Castelli che soltanto un anno prima aveva inaugurato un importante progetto di ristrutturazione. “Non è che veniamo da voi, poi vendete e cambiate tutto?”, aveva chiesto Vinci alla proprietà della clinica, ancora agli inizi della trattativa per il suo passaggio. “Mi avevano assicurato di no. Poi è andata come sappiamo e, quando è subentrata la Gavazzeni, ci è stato comunicato che avrebbero privilegiato un indirizzo aziendale diverso, e che il nostro apporto non era più richiesto”.

Caso o provvidenza vuole che fosse contemporaneamente in atto un forte processo di cambiamento alla vicina San Francesco: “Il dottor Maurizio Dellera, primario dell’Ortopedia della Casa di Cura (noto specialista in particolare nell’ambito della Chirurgia del Ginocchio, ndr) aveva deciso di lasciare da marzo la guida del reparto – rivela Enzo Vinci – innescando un processo di ristrutturazione dello stesso. Questo ha reso quindi possibile il nostro passaggio in blocco alla Casa di Cura San Francesco con la speranza e l’intento di replicare il progetto Castelli”.

Un benservito a tutti gli effetti, dunque, quello riservato ai quattro medici dalla Gavazzeni?: “Non entro nel merito delle scelte – commenta Vinci – ma se avessi saputo che la Castelli sarebbe stata venduta da lì a poco sicuramente avrei preso una decisione diversa: questa mi è costata in termini economici e di immagine. Noi medici – conclude – comunque non ce l’aspettavamo. Cambiare dopo otto mesi può anche disorientare i pazienti, che sono il fine del nostro lavoro e rischiano di diventare l’anello debole della catena. Questo eticamente non è accettabile per chi, come me ed i miei colleghi, figli di medici e cresciuti in un ambiente e con una mentalità dove il malato è al centro, si trova oggi a confrontarsi con una realtà dove il profitto gioca un ruolo sempre più determinante”.

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